VISTO DAL QUIRINALE

Responsabilità, leadership, voto anticipato: il pensiero di Mattarella (nei suoi discorsi)

di Riccardo Ferrazza

Ansa

5' di lettura

Due giri di consultazioni condotti dal capo dello Stato, altrettanti incarichi esplorativi ai presidenti di Senato e Camera e, lunedì, un terzo giro al Quirinale per le forze politiche che saranno ascoltate nuovamente da Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica in questi sessanta giorni (tanti ne sono passati dal voto del 4 marzo) ha limitato al massimo i suoi interventi sulla situazione politica. Appena un paio di dichiarazioni, a conclusione dei primi due inconcludenti giri. Il suo pensiero su partiti, responsabilità delle forze politiche, leadership e voto anticipato si può ricavare dai discorsi tenuti nei suoi tre anni al Quirinale.

Discussioni sì, risse no
«Che vi sia una dialettica politica forte in Parlamento è altamente positivo. Sarebbe singolare se non ci fosse. L'esigenza è che si sia capaci, una volta assunte le decisioni, di sviluppare insieme tutta la potenzialità del Sistema Italia» (13)
«Una società divisa, rissosa e in preda al risentimento, smarrisce il senso di comune appartenenza, distrugge i legami, minaccia la sua stessa sopravvivenza. Tutti, particolarmente chi ha più responsabilità, devono opporsi a questa deriva» (2). «Le discussioni, la dialettica anche acuta, sono preziose, ma le liti esasperate creano sfiducia, contribuiscono a creare sfiducia e allontanano la partecipazione dei cittadini» (15)
«Di pace abbiamo bisogno anche nelle nostre strade, nei nostri quartieri, nelle nostre scuole, persino nelle nostre istituzioni» (10)

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La cura della Repubblica
«Tutti siamo chiamati ad avere cura della Repubblica» (1)
«I problemi che abbiamo davanti sono superabili. Possiamo affrontarli con successo, facendo, ciascuno, interamente, la parte propria. Tutti, specialmente chi riveste un ruolo istituzionale e deve avvertire, in modo particolare, la responsabilità nei confronti della Repubblica» (3)
«Il prezioso assetto pluralistico che ci assegna la nostra Costituzione suggerisce e richiede consapevolezza dell'interesse generale. La sua piena attuazione passa anche attraverso il doveroso concorso di ciascuno alla vita istituzionale e sociale della Repubblica» (7)

La politica e l’isola
«È indispensabile, in definitiva, riflettere e dotarsi di una visione sul sistema Paese, su come intendiamo svilupparlo. Questo è - questo deve essere - il ruolo della politica, l'oggetto del confronto tra le varie parti» (7) «Nessun uomo è un’isola: questa è la politica. Si tratta di concorrere a decisioni che riguardano tutti» (5)

«Abbiamo bisogno di filosofi, intellettuali e politici con intelligenza degli avvenimenti e idealità capacità di visione e lungimiranza» (14)
«Occuparsi attivamente di politica richiede la percezione di far parte di una comunità» (5)
Il voto anticipato
«Ho ricevuto nei giorni scorsi numerose lettere, alcune di consenso, altre di critica per le mie decisioni. Ho letto con attenzione queste ultime: è sempre bene ascoltare, e rispettare, le opinioni diverse. Si tratta di considerazioni di persone che avrebbero preferito nuove elezioni subito (…), per avere un nuovo Parlamento. (…) Ora, non vi è dubbio che, in alcuni momenti particolari, la parola agli elettori costituisca la strada maestra. Ma chiamare gli elettori al voto anticipato è una scelta molto seria» (2)

La responsabilità
«Dove c’è il senso di un destino comune da condividere, dove si riesce ancora a distinguere il bene comune dai molteplici interessi di parte, il Paese può andare incontro, con fiducia, al proprio domani» (4)

«Ai giovani parlamentari (…) in particolare, chiedo di dare un contributo positivo al nostro essere davvero comunità nazionale, non dimenticando mai l'essenza del mandato parlamentare. L’idea, cioè, che in queste aule non si è espressione di un segmento della società o di interessi particolari, ma si è rappresentanti dell'intero popolo italiano e, tutti insieme, al servizio del Paese. Tutti sono chiamati ad assumere per intero questa responsabilità. Condizione primaria per riaccostare gli italiani alle istituzioni è intendere la politica come servizio al bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti» (16)

Come funziona una democrazia
«È indispensabile sentire, al di là delle differenze, al di là dei programmi politici diversi, al di là della dialettica e delle contrapposizioni, al di là del fatto che uno la pensa in un modo e uno in un altro (ovviamente in Parlamento si confrontano posizioni differenti), vi sia comunque qualcosa in comune, un comune patrimonio di fondo che lega tutti, senza il quale non ci sono le basi per un buon funzionamento della democrazia» (8)
«La coscienza del limite è un elemento che rende la democrazia più solida, non più debole» (11)

L’intervento dell’arbitro
«Quando sono stato eletto nel discorso di insediamento ho usato una metafora per descrivere le funzioni del Capo dello Stato: quella dell'arbitro. L’arbitro interviene quando il meccanismo si inceppa, quando c’è qualche motivo di crisi; in quelle occasioni interviene in maniera più visibile per ripristinare la normalità dello svolgimento della vita delle istituzioni. Naturalmente deve anche occuparsi di prevenire queste difficoltà, di evitare che si verifichino e questo richiede un'azione di persuasione morale, di convincimento, che viene fatta con maggiore discrezione. Ho già espresso questo concetto e ho visto che è stato tradotto con la formula “cerco di convincere in silenzio”. Convincere qualcuno tacendo è, sinceramente, molto difficile. In realtà, non si tratta di non parlare ma di farlo con discrezione. Se qualcuno di voi vede un suo compagno o una sua compagna di classe che ha segnato sul diario un compito sbagliato, glielo dice: “Guarda non è il capitolo terzo, ma il capitolo quarto che va studiato”. Non va a scriverlo alla lavagna, glielo dice direttamente» (8)

Persuasione senza proclami
«Questo è il lavoro di persuasione che io devo svolgere. Non lo faccio con comunicati o proclami, perché non ce ne è bisogno: la persuasione fatta con discrezione e' piu' efficace di quella proclamata in pubblico. La persuasione proclamata può servire forse a rivendicare il merito di aver evitato qualche problema, ma l'importante non è rivendicare i meriti, è evitare che nascano i problemi. Ho cercato di comportarmi in questo modo in questi due anni e spero di esserci riuscito. Naturalmente tutto è sempre perfettibile e si può svolgere con maggiore efficacia e capacità» (8)

I leader che servono
«Ora è piuttosto di moda, nel mondo, sottolineare la nascita di alcuni cosiddetti leader forti, che, in realtà, lo sono soltanto rispetto alla propria comunità nazionale. L’esigenza, invece, è quella di trovare leadership capaci di guidare e di avvicinare le posizioni, che sappiano dare indicazioni di prospettiva e di speranza» (9)

L’esempio di Aldo Moro
«Aldo Moro aveva un senso alto della dignità della politica, che lo portava, naturalmente, al rifiuto di ogni manicheismo, a vantaggio del dialogo, della comprensione delle ragioni altrui (…) Suggestioni importanti e lezioni che fanno riflettere» (6)

(1) Messaggio di fine anno, 31 dicembre 2015
(2) Messaggio di fine anno, 31 dicembre 2016
(3) Messaggio di fine anno, 31 dicembre 2017
(4)Intervento della celebrazione della festa del lavoro, 1° maggio 2018
(5) Diretta web con giovani youtuber, 29 gennaio 2018
(6) Cerimonia per l'anniversario della scoperta delle grotte di Castellana, 23 gennaio 2018
(7) Cerimonia per lo scambio di auguri con i rappresentati delle istituzioni, 19 dicembre 2017
(8) Incontro al Quirinale con un gruppo di studenti, 16 marzo 2017
(9) Intervista a Civiltà Cattolica, 9 marzo 2017
(10) Intervento per la celebrazione della giornata internazionale della donna, 8 marzo 2017
(11) Intervento al convegno “La democrazia diffusa. Maria Eletta Martini e il volontariato”, 3 marzo 2017
(12) Intervento per i cento anni della nascita di Aldo Moro
(13) Jakarta, missione nel sud-est asiatico, 10 novembre 2015
(14) Intervento alla Società Dante Alighieri, 26 settembre 2015
(15) Intervento nella Festa della Repubblica, 1° giugno 2015
(16) Messaggio al Parlamento nel giorno del giuramento, 3 febbraio 2015

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