Zone economiche speciali

Resta l’incertezza su cinque Zes: la governance è ancora in sospeso

Mancano 5 commissari su 7 ed è in ritardo l'attuazione degli Sportelli unici

di Nino Amadore

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Una veduta del porto di Palermo

2' di lettura

È un capitolo importante della strategia di rilancio del Mezzogiorno e riguarda «il rilancio delle Zone economiche speciali (Zes)» che, dopo l’intervento del governo Conte, sono passate da quattro a sette.

L’esecutivo Conte è anche intervenuto sul fronte della governance e con la legge di Bilancio 2020 ha previsto che ogni Comitato di indirizzo delle Zes fosse presieduto da un commissario straordinario di governo con «compito di impulso e coordinamento». Solo due commissari però sono stati nominati: si tratta di Rosanna Nisticò per la Zes Calabria e di Gianpiero Marchesi per la Zes di Taranto. 

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L’intervento sulla governance delle Zes puntava a raggiungere due risultati: rafforzare l’attenzione specifica dei territori interessati sui progetti di sviluppo delle singole Zes; rafforzare il ruolo di coordinamento e impulso del presidio centrale per consentire a ogni singola Zes di crescere secondo linee di sviluppo coerenti con un disegno strategico nazionale evitando «deleteri campanilismi». Compiti dei commissari che sono stati poi esplicitati con il decreto Semplificazioni: «I punti critici su cui essi dovranno intervenire - scrive l’ex ministro per il Sud Giuseppe Provenzano - sono l’individuazione, tra le aree oggetto di perimetrazione, delle aree a cui dare priorità per i nuovi insediamenti produttivi, così da accelerare l’attrazione degli investimenti; l’impulso per l’implementazione del sistema degli Sportelli unici amministrativi (che sconta anch’esso gravissimi ritardi attuativi); l’indicazione esplicita che il commissario rappresenta il referente unico del Comitato di indirizzo verso tutto il mondo produttivo che intenda insediarsi nella Zes».

Come si può vedere si tratta di un ruolo fondamentale per l’attuazione. Così come importante è la previsione, contenuta nella legge di Bilancio 2021, dell’agevolazione fiscale per le imprese che avviano una nuova attività economica nelle Zes del Mezzogiorno: la riduzione dell’imposta sul reddito derivante dallo svolgimento dell’attività nella Zes. La riduzione è fissata nel 50% a decorrere dal periodo di imposta nel corso del quale è stata intrapresa la nuova attività e per i periodi di imposta successivi.

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