il quesito del lunedì

Restrizioni anti-Covid, la Tari si paga anche sulla seconda casa non raggiungibile

Sarebbe auspicabile poter ridurre la parte variabile della tariffa, ma il termine per deliberare a disposizione dei Comuni è scaduto il 31 ottobre

di Pasquale Mirto

1' di lettura

Il quesito. Ho ereditato una casa in un Comune diverso da quello nel quale risiedo. Poiché – a causa delle restrizioni introdotte dalla legislazione emergenziale – non mi è consentito uscire dal Comune di residenza (inserito prima in zona rossa e poi in zona arancione), posso chiedere di non pagare la Tari per la casa ereditata fino a quando persiste questa situazione?
G.A. - MILANO

La risposta. Si ritiene che nel caso descritto la Tari sia dovuta, non essendo prevista alcuna deroga normativa.

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Sul punto, si precisa che la componente fissa sarebbe comunque dovuta, mentre qualche riduzione sarebbe auspicabile per la parte variabile della tariffa, ovvero quella collegata alla quantità di rifiuti prodotta. Tuttavia, i Comuni non possono deliberare alcuna riduzione, perché il termine per deliberare le riduzioni è spirato al 31 ottobre.

Si auspica comunque un intervento normativo che permetta di intervenire per considerare tutte le ipotesi di “chiusura”, come quella evidenziata dal lettore o quella dei ristoranti e, in generale, di tutte le altre attività economiche chiuse o parzialmente chiuse.

Il quesito è tratto dall’inserto L’Esperto risponde, in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 21 dicembre .

Consulta L’Esperto risponde per avere accesso a un ar chivio con oltre 200mila quesiti, con relativi pareri. Non trovi la risp osta al tuo caso? Invia una nuova domanda agli esperti.

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