ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùGruppo storico

Restyling Bocchia Caffè, Biscottificio Grondona investe un milione

di Raoul de Forcade

 Per il restylin dei Bocchia Caffè (in foto, quello di Rapallo) sarà investito un milione. Il gruppo è specializzato in prodotti realizzati con ricette e ingredienti tramandati per sei generazioni

3' di lettura

Il gruppo genovese Grondona punta anche sulle caffetterie per il post pandemia: sta investendo sul restyling dei Bocchia Caffè a Rapallo, Sestri Levante, Recco, Chiavari e ha finanziato la realizzazione del negozio di Cesano Maderno, in provincia di Monza e Brianza, aperto nel 2020. Per i lavori sui cinque punti vendita l’azienda ha messo sul piatto oltre un milione di euro.

Il Biscottificio Grondona, che è al suo terzo secolo di attività - la ditta è stata fondata nel 1820 dal trisavolo dei fratelli Orlando (attuale ad) e Gildo (presidente) – conta oggi 95 dipendenti, un fatturato di 22 milioni di euro e due stabilimenti produttivi, a Genova e Villafranca Piemonte (Torino), nonché nove punti vendita (compresi quelli del brand Bocchia) fra Liguria, Piemonte e Lombardia. Propone prodotti realizzati con ricette e ingredienti tramandati per sei generazioni, tra i quali i biscotti Lagaccio, quelli della salute chiamati Corleggero, i canestrelli, il pandolce Antica Genova (di pastafrolla) e il pandolce genovese (lievitato).

Loading...

Del gruppo fanno parte altre tre aziende: Bonifanti, che produce panettoni, colombe nonché i più classici prodotti italiani da ricorrenza e utilizza lo stesso lievito naturale da madre bianca che rappresenta il tratto distintivo della produzione della Grondona; poi c’è Duca d’Alba, storica azienda del basso Piemonte che, di fatto, è una linea del biscottificio che si caratterizza per l’attenzione agli aspetti nutrizionali dell’alta biscotteria, oltre che per la ricerca di materie prima di alta qualità; e infine Bocchia che, dal 1958, è specializzata nella tostatura del caffè, alla quale si è aggiunta poi la produzione di cioccolatini, gianduiotti, cuneesi al rhum colati a mano, creme riviera ripiene agli agrumi, cremino al caffè e quadrotto.

Orlando Grondona, Amministratore delegato Gruppo Grondona

La storia di quest’azienda nasce appunto alla fine degli anni '50, a Genova, dove Tosello Bocchia apre una piccola ma fornitissima drogheria nella quale, dopo avere acquistato una macchina per tostare il caffè, comincia a creare miscele di qualità. Il figlio Franco, sviluppa l’attività, puntando sulla Riviera Ligure di Levante, ma soprattutto viaggiando in Italia e all’estero per trovare prodotti artigianali per accompagnare le nuove miscele. Nel 2017 il marchio, con i Bocchia Caffè di Rapallo, Chiavari, Recco e Sestri Levante, viene acquisito dalla Grondona e la torrefazione continua a essere condotta da Raffaella ed Emanuela Bocchia, figlie di Franco.

«A Rapallo – spiega Orlando Grondona – il Bocchia Caffè è appena stato spostato dal numero 31 di via Mazzini, dove era dal 1975, al numero 13 della stessa strada e ha subito un restyling completo. Nel 2020 la ristrutturazione era toccata al negozio Bocchia di Sestri Levante e nello stesso anno c’è stata l’apertura di quello a Cesano. Nel 2023 ci sarà il restyling completo della caffetteria di Chiavari e nel 2024 di quella di Recco, entrambe però sono state già al centro di una prima ristrutturazione. Per i vari interventi l’investimento è superiore al milione di euro».

Il gruppo è fortemente colpito dagli aumenti di prezzo di materie prime, gas ed energia, «nonché dalla difficoltà - sottolinea Grondona - di reperire materiali per gli imballaggi, come i cartoni o le carte accoppiate con l’alluminio. Quindi se, dopo l’estate, non rientra la situazione, avremo una reddittività ridotta rispetto al 2021. In ogni caso, abbiamo deciso di investire nei bar-caffetteria perché ci crediamo, nonostante l’aumento delle materie prime, gli effetti della guerra in Ucraina e, prima, quelli della pandemia, che per i bar ha rappresentato un disastro spaventoso. Crediamo nell’investimento perché i negozi Bocchia sono legati alla nostra industria di panettoni, biscotti e pasticcerie secca, i cui prodotti vengono proposti in caffetteria. Noi li portiamo anche nella Gdo ma lì fatichiamo a crescere, perché non abbiamo gli strumenti per far capire che differenza di qualità c’è fra i nostri prodotti e quelli degli altri marchi. In caffetteria, invece, i clienti hanno l’occasione di assaggiarli e percepirne, appunto, la qualità. Insomma, la formula è giusta, al di là della contingenza del Covid o della guerra. E il restyling delle sale era necessario perché la pasticceria e il bar hanno nuove esigenze e devono essere in grado di offrire la prima colazione, il pasto del mezzogiorno, col fast food, e l’apericena».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti