Ospedali

Restyling del Gaslini e Galliera: così cambia la sanità a Genova

Le due strutture storiche guardano al futuro con una serie di progetti che trasformeranno in modo radicale organizzazione e padiglioni

di Raoul de Forcade

All'avanguardia. Ecco che aspetto avrà il futuro ingresso principale del Galliera

5' di lettura

Mentre l’Italia comincia a vedere finalmente la luce (sia pure con l’incognita della variante Delta), dopo quasi un anno e mezzo di emergenza Covid, e s’interroga su come saranno la società e la sanità post pandemia, in Liguria due storici nosocomi genovesi hanno avviato altrettanti progetti di profonda ristrutturazione, con piani diversi ma col medesimo intento di migliorare la vita ai pazienti. Si tratta dell’Irccs Giannina Gaslini, ospedale pediatrico fondato nel 1931 dal senatore Gerolamo Gaslini (in ricordo la figlia morta bambina) e in attività dal 1938, e dell’ente ospedaliero Galliera, edificato nel 1877 da Maria Brignole Sale De Ferrari, duchessa di Galliera.

Il rendering del giardino pensile del nuovo Galliera.Potranno usufruirne gli operatori sanitari, i pazienti e i visitatori.

Il progetto del Gaslini
Il Gaslini ha varato da poche settimane un nuovo piano strategico (2021-2025), che è stato presentato alla città dal presidente dell’istituto, Edoardo Garrone (presidente anche di Erg e del Sole 24 Ore) e dal direttore generale, Renato Botti. Il piano, che prevede tra l’altro la costruzione di un nuovo padiglione monoblocco da 29mila metri quadrati (al posto degli attuali padiglioni 7 e 8), per accogliere 150-200 posti letto, che sorgerà all’interno dell’area di 73mila metri quadrati dove hanno sede anche gli altri padiglioni dell’ospedale, prevede investimenti complessivi, per la sua intera attuazione, pari a 149 milioni di euro: 95 per le nuove costruzioni, 20,8 per altre opere edili e 33,2 per attrezzature e tecnologia. L’istituto, da parte sua, ha previsto di finanziare con proprie risorse 27 milioni; restano quindi da reperire 122 milioni ma il progetto ipotizza che i fondi, in larga misura, possano arrivare attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

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Il Gaslini realizzerà un monoblocco demolendo due padiglioni

Inoltre, nei giorni scorsi, la Fondazione Gaslini, il cui presidente è l’arcivescovo di Genova, Marco Tasca, ha ha deliberato di dare avvio al rinnovamento dell’ospedaleattraverso l’erogazione di un contributo di 10 milioni di euro. «Il fatto che la Fondazione, per il progetto, abbia preso questo impegno importante - sottolinea Garrone - è un messaggio positivo per quanti lavorano al Gaslini: l’ente e l’arcivescovo sono un riferimento per tutti e questo dà ancora più forza al fatto che il progetto si possa fare». E Botti aggiunge: «Non era mai successo che la Fondazione, che pure contribuisce a sostenere l’ospedale, intervenisse con una somma così cospicua».

Pazienti fino a 18 anni
Ma la trasformazione dell’ospedale non si esaurisce con il nuovo monoblocco e il rinnovo degli spazi o il cambiamento d’uso di altri padiglioni. Prevede, infatti, dice Botti, di ampliare l’offerta di servizi anche ai pazienti tra i 14 e 18 anni con patologie psichiatriche e traumatiche.

Renato Botti. Direttore generale dell'ospedale pediatrico Giannina Gaslini

«Il Gaslini – spiega il direttore generale – tradizionalmente segue l’età pediatrica fino a 14 anni, anche se, per alcune patologie, già in precedenza curavamo i pazienti fino a 18 anni. La mia idea, invece, è di potenziare l’aspetto traumatologico. Ma questo richiede la modifica delle procedure di emergenza regionali, in modo che i ragazzi fino a 18 anni possano essere portati al pronto soccorso del Gaslini, che necessiterà di essere potenziato sia quanto a organici che quanto a tecnologie. Analoga la trasformazione che vorremmo per la psichiatria. E poiché gli adolescenti con quel tipo di problemi sono dotati di una forza notevole, per alzare la fascia d’età dei pazienti sarà necessario potenziare le strutture, le stanze e gli organici. Riguardo poi a una serie di patologie come la fibrosi cistica, le cardiopatie o il nanismo, abbiamo detto alla Regione che siamo disponibili a seguire i nostri pazienti anche dopo i 18 anni. Ovviamente, per far questo, ci vuole un riconoscimento giuridico ad hoc da parte della Regione, con cui dovremo concordare un percorso corretto per raggiungere questi obiettivi». E tutto questo, assicura Botti, può avvenire in tempi più brevi rispetto alla realizzazione del nuovo monoblocco, che dovrebbe essere pronto tra cinque anni.

Il nuovo Galliera
Il progetto di realizzazione del nuovo Galliera, anche questo pensato nella medesima area ove sorge il vecchio ospedale, mira a porre rimedio alle lacune tipiche di un’opera dell’800 rapportata alle esigenze di oggi: spazi molto grandi nonché problematiche incisive per lo spostamento e i percorsi dei pazienti. Mentre oggi occorrono stanze luminose da uno o due letti con bagno e impianti di condizionamento moderni: cose tutte previste nel piano. Il progetto del nuovo ospedale si snoda dall’attuale parcheggio interno del nosocomio verso il mare e prevede, spiega Adriano Lagostena, direttore generale del Galliera (il cui presidente, come prescritto a suo tempo dalla duchessa, è l’arcivescovo di Genova, mentre suo vice operativo è oggi Giuseppe Zampini, presidente di Ansaldo Energia), «un edificio misto, con tre piani sotto terra (all’interno della collina di Carignano, ndr) più un parcheggio interrato e tre piani all’aperto. Questi ultimi coperti da un giardino pensile, a uso di operatori sanitari, pazienti e visitatori. In un altro parco, questo a uso pubblico, sarà trasformato il giardino, oggi adibito a parcheggio, dove sorge il monumento alla duchessa e la galleria monumentale di 260 metri», che rappresenta il corpo principale dell’ospedale ottocentesco. «Il nuovo ospedale – dice Lagostena – sarà molto più compatto, più economico ed efficiente di quello attuale, con funzioni ravvicinate. Sarà per due terzi dedicato ai servizi (radiologie, sale operatorie, sale per visite e per riabilitazione, ndr) e per un terzo alle degenze, l’esatto contrario dell’attuale realtà, legata a una logica superata, in cui le degenze erano molto più lunghe».

Adriano Lagostena. Direttore generale dell'ente Ospedali Galliera

Gara a ostacoli
A parte una serie di schermaglie giudiziarie con associazioni ambientaliste contrarie alla costruzione del nuovo ospedale, un intoppo sulla strada del nuovo Galliera è stato l’esito della gara per l’affidamento della progettazione esecutiva e della costruzione, andata deserta nelle scorse settimane. L’appalto complessivo è di 154 milioni (compresa progettazione, Iva e tasse), dei quali 131 sono per i lavori dell’opera. «La gara ha avuto questo esito – afferma Lagostena – probabilmente perché si era individuata la figura giuridica a cui affidare l’opera nel general contractor», che avrebbe dovuto anticipare i denari per l’opera, forte di due immobili (gli attuali padiglioni D ed E,), ottenuti in permuta, del valore stimato di 11 milioni. «Probabilmente nel prossimo bando – prosegue Lagostena - dovremo eliminare questa figura e introdurre quella dell’appaltatore, che non anticipa ma viene pagato». È possibile farlo perché il Galliera ha appena ricevuto due lasciti ereditari, uno di 4 milioni e l’altro di 5 , che permettono agli amministratori di evitare di dare in permuta i due edifici. «Nonostante il ritado nella gara - conclude Lagostena- pensiamo che l’ospedale sarà pronto entro il 2026».

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