moda donna

Retail strategico per Elisabetta Franchi

di Giulia Crivelli


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2' di lettura

Secondo molti studi il segmento “premium” è quello con le migliori prospettive in Italia e all’estero, nella moda e non solo. «Elisabetta Franchi presidia da sempre questa fascia, anche quando non era ancora stata battezzata nei vari modi che conosciamo, tra i quali lusso accessibile – spiega Eugenio Manchi, amministratore delegato dell’azienda di abbigliamento e accessori da donna –. La signora Franchi e tutte le persone che lavorano in azienda, per il 70% donne, preferiscono però parlare di ottimo rapporto qualità-prezzo, value for money, come dicono gli americani».

Nelle collezioni Elisabetta Franchi c’è tutto il know how dell’Emilia-Romagna nella maglieria e in quello che una volta veniva chiamato pronto moda. Ma c’è molto anche della personalità della stilista-imprenditrice, classe 1968, che fondò l’azienda e il marchio, praticamente da sola, nel 1996, partendo da un piccolo atelier e cinque collaboratori (oggi sono oltre 200) . In poco più di vent’anni il fatturato è arrivato a 102 milioni e i piani sono ambiziosi: crescere del 50% entro il 2020, anche grazie alle risorse fresche del fondo Trilantic Capital Partners, che da tre anni possiede il 25% dell’azienda. «Una leva fondamentale saranno i negozi monomarca, in Italia e in Europa – racconta Manghi, manager con una lunga esperienza nel gruppo Max Mara –. Nelle scorso settimane abbiamo aperto a Madrid e Parigi e a breve sarà inaugurato un flagshipstore di 450 metri a Bologna, città natale di Elisabetta Franchi».

La distribuzione conta su 1.100 punti vendita wholesale e 67 boutique, 47 delle quali fuori dall’Italia e in particolare in Russia, Cina e Medio Oriente. «La crescita nel retail è strategica perché le collezioni di abbigliamento si sono ampliate e da quattro sono diventate sei. Lo stesso per il business degli accessori, già oggi al 13,5% del fatturato. Per mostrare l’intero mondo Elisabetta Franchi i monomarca sono la soluzione migliore». Al successo del marchio ha contribuito la decisione di sfilare durante la settimana della moda di Milano. Il debutto è stato un po’ in sordina nel settembre 2014, ma dall’ultima fashion week il brand è inserito nel calendario ufficiale della Camera della moda. «Per i nuovi consumatori, in tutto il mondo, è sempre più importante il tema della sostenibilità ambientale e sociale e quello del made in Italy. L’azienda è all’avanguardia da sempre su questi temi e il 90% della produzione è fatta in Italia».

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