ECONOMIA DIGITALE

«Rete pubblica in fibra è orgoglio dell'Italia»

Per la top manager il 2020 è un anno cruciale e le scelte di policy devono essere supportate da una visione coraggiosa

di Elisabetta Ripa*


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Elisabetta Ripa, ad di Open Fiber

4' di lettura

L'Italia, dopo molti anni di stasi, sta vivendo una nuova fase di sviluppo per le moderne infrastrutture di tlc in accesso fisso. Grazie all'ingresso in campo di Open Fiber, alle attività avviate nelle aree di mercato (cluster A e B) e a quelle innescate dal grande piano per la Banda ultra-larga (Bul) per i cluster C e D - che ha visto l'avvio dei cantieri dalla metà circa del 2018 - il Paese sta iniziando a recuperare i ritardi fotografati ogni anno dall'indice Desi della Ue. Ritardi accumulati in decenni di rinvii e promesse.
Considerando il solo contributo di Open Fiber, al 31 dicembre 2019 erano state connesse in fibra ottica in modalità Ftth (Fiber To The Home) otto milioni di unità immobiliari, di cui 5,7 milioni nelle città e 2,3 milioni nelle aree bianche, quelle con meno densità abitativa. L'arrivo di Open Fiber sul mercato ha peraltro stimolato una dinamica competitiva di cui si è avvantaggiato tutto il sistema. Oggi infatti il Paese comincia a disporre di

una diffusa infrastruttura capace di offrire velocità di 1 gigabit per secondo (Gbps), caratteristiche di bassissima latenza e affidabilità, che sono essenziali per non perdere il treno della rivoluzione digitale. Una infrastruttura interamente in fibra ottica di cui tutti i Paesi si stanno dotando e che abiliterà gli italiani, per i prossimi 50 anni, all'innovazione ed alla competitività.

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«Il 2020 anno cruciale, il piano Bul non ha pari in Europa»
Il 2020 si profila come un anno cruciale per la concomitanza di una serie di elementi:
1) il Governo ha condiviso la necessità di semplificare l'articolata burocrazia che pesa sulla realizzazione delle reti di tlc di nuova generazione, siano esse fisse o mobili, e si è impegnato a sensibilizzare tutti gli attori coinvolti affinché ci sia una risposta veloce e uniforme alla richiesta delle necessarie autorizzazioni.
2) il Cobul ha poi messo mano al completamento delle misure previste dall'Agenda digitale (che ha recepito, ampliandola negli obiettivi, quella europea), avviando da un lato le attività per lanciare un'operazione di infrastrutturazione nelle cosiddette aree grigie (che rappresentano circa un terzo del Paese) e dall'altro per utilizzare i fondi Ue (1,3 miliardi di euro) allocati sin dal 2017 dal Cipe per una politica di sostegno alla domanda su reti di nuova generazione e a "prova di futuro", attraverso il meccanismo dei voucher;
3) entro l'anno il Parlamento deve recepire il nuovo codice europeo delle

tlc, che importerà rilevantissime novità nel quadro normativo e regolamentare nazionale, definendo, tra le altre cose, il modello dell'operatore neutrale o Wholesale only (quello adottato da Open Fiber).

«Scelte di policy siano supportate da una visione coraggiosa»


Questi decisivi passaggi rappresentano una grande opportunità. È infatti necessario che le scelte di policy siano ancorate a solidi riferimenti strategici, con una forte determinazione a raggiungere gli obiettivi di veloce modernizzazione di cui il Paese ha bisogno anticipando l'offerta e gli investimenti e che quindi siano supportate da una visione coraggiosa e lungimirante finalizzata al completamento di una nuova rete di accesso pubblica in fibra ottica, a cui Open Fiber sta già lavorando sulla base dei bandi Infratel. L'Italia, con il grande piano Bul, è stata in grado di avviare un progetto che non ha pari in Europa per dimensioni e tempi perché rilevante era il divario da recuperare. Il riferimento di policy non può che essere la Comunicazione europea del settembre 2016 sulla "Gigabit society" che - traguardando il 2025 - indica l'obiettivo di 1 Gbps per il 100% di aziende, pubbliche amministrazioni, stazioni ferroviarie e aeroporti, 100 Mbps per il 100% delle abitazioni, incluse quelle rurali, con possibilità di upgrade fino a 1Gbps. Peraltro la nuova direttiva in corso di definizione traguarda l'obiettivo al 2025 della simmetria del download e upload al gigabit al secondo. È assolutamente necessario cogliere l'indicazione dell'upgrade ad 1Gbps come il requisito necessario per non rischiare di impostare politiche o di promuovere processi (è il caso dei Voucher) in modalità inadeguate ad agganciare le reali opportunità della trasformazione digitale (digital economy, Iot, Ai, Industria 4.0, Smart homes, guida assistita e autonoma, telemedicina, e-Government, e-education, etc.). In caso contrario, si rischia di perdere una opportunità unica di accelerare il popolamento di reti ad altissima velocità (Vhcn) e di dedicare risorse a tecnologie che hanno, oltre ai vincoli della fisica, una rapida obsolescenza.

«Allarghiamo perimetro ad aree grigie ragionando in termini di Gigabit»


Open Fiber intende allargare il perimetro delle sue attuali attività all'ingrosso ad aziende e abitazioni ricomprese in alcune aree grigie (per le quali l'orientamento del policy maker è già allineato agli obiettivi della "Gigabit society"), mentre è da sempre strutturata per garantire il necessario rilegamento (backhauling) in fibra dell'infrastruttura del 5G, così come delle stazioni radio base per l'Fwa di cui farà utilizzo nella sua rete, come rappresentato nell'architettura proposta nelle gare Infratel, che è risultata dal punto di vista tecnico superiore a quella dei suoi competitors.
La disponibilità di una rete interamente in fibra ottica che offre 1 Gbps (già oggi commercialmente scalabili a 10 Gbps e a breve a 40 Gbps) è un requisito imprescindibile. L'architettura decentrata di questa moderna infrastruttura consente inoltre - capitolo a cui stiamo attivamente lavorando - di trasformare in realtà il cloud distribuito (cloud computing, fog computing), che è assolutamente decisivo per gli utilizzi che necessitano di latenza prossima allo zero (ad esempio la guida assistita o autonoma e la telemedicina). Una rete pubblica a prova di futuro che offre uno spazio innovativo e neutrale per lo sviluppo sicuro e protetto dei servizi cloud nel territorio nazionale a vantaggio di tutte le famiglie e le imprese. Un progetto di cui l'Italia deve essere orgogliosa.

*Amministratrice delegata di Open Fiber

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