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Rete Telecom, Kkr chiama il fondo pensione canadese

Il colosso CPPIB contattato dal fondo Usa per partecipare all’investimento in Netco. Il partner entrerebbe con quote dirette di minoranza e sempre sotto la regia di Kkr

di Marigia Mangano

(REUTERS)

3' di lettura

Kkr apre il dossier della Rete Tim ai canadesi di CPPIB. Il più grande fondo pensione pubblico del Canada, che gestisce in totale 400 miliardi di euro, secondo alcune fonti, sarebbe stato contattato dal fondo Usa per partecipare all’investimento in Netco. Il gigante canadese avrebbe così avviato delle valutazioni per affiancarlo in posizione di minoranza. Stando a quanto ricostruito da Il Sole24 Ore, i colloqui tra Kkr e CPPIB sarebbero oramai ben avviati e il via libera dei canadesi, che sembrerebbero interessati all’ingresso nella Rete Tim, potrebbe arrivare a stretto giro nelle prossime settimane.

Le trattative

I colloqui con CPPIB, probabilmente i più avanzati secondo diversi osservatori, rientrano nelle più ampie trattative che Kkr starebbe portando avanti in vista della presentazione dell’offerta vincolante a Tim, in agenda a fine settembre. L’obiettivo è coinvolgere nell’investimento in Netco alcuni grandi investitori del fondo americano che entrerebbero nella partita con quote dirette in Netco, ma di minoranza e pur sempre sotto la “regia” di Kkr. In quest’ottica sarebbe stato sondato, come emerso nei giorni scorsi, anche il fondo Adia. In entrambi i casi si tratterebbe di rivestire ruoli di investitori finanziari.

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La cordata

Proseguono dunque a passo spedito le grandi manovre per costruire una cordata pronta a presentare a Tim una offerta vincolante. Lo scorso 22 giugno, infatti, il Cda Tim ha invitato Kkr a formulare un’offerta conclusiva. In quell’occasione si stabilì che l’unico interlocutore per la vendita della rete e di Sparkle dovesse essere il fondo Usa, che nel gruppo ha già investito 1,8 miliardi di euro comprando una quota del 37,5% di Fibercop, la società della rete secondaria di Telecom. Fu fatta una scelta netta per Kkr – 21 miliardi di euro (compresi due di earn out in caso di matrimonio con Open Fiber) aumentati di altri due per arrivare così a 23 (ma con varie condizioni) durante l’ultima tornata di rilanci – a scapito della proposta presentata dal consorzio formato da Cdp Equity e Macquarie Infrastructure and Real Assets (Europe) Limited. Cdp, tuttavia, come già sondato nelle diverse fasi della complicata cessione della Rete Tim, potrebbe rientrare in partita proprio nell’ambito dell'offerta Kkr.

Il fondo americano ha infatti posto come condizioni di avere la maggioranza della Netco, si parla in proposito di circa il 60%. “Libero” da vincoli ci sarebbe dunque un pacchetto del 40% che potrebbe essere rilevato proprio dalla Cassa Depositi e Prestiti, da F2i e direttamente dal Ministero dell’economia. Non solo. La stessa Tim potrebbe mantenere “a tempo” una partecipazione di minoranza in Netco. Sembra dunque tornare d’attualità quel modello Terna, più volte esplorato nell’ultimo anno, il cui obiettivo, alla fine del piano di ammodernamento della rete da parte degli americani, sarebbe quello di consegnare l’infrastruttura al mercato, sotto forma di Ipo, e allo stesso Governo che diventerebbe con l’uscita del fondo americano l’azionista di riferimento della Nuova Rete Telecom.

Le nuove modalità

Quel che cambia, rispetto alle diverse ipotesi che si sono rincorse a più riprese in passato nelle diverse fasi delle trattative per la cessione di Netco, è proprio la modalità con cui Kkr rileverebbe la maggioranza della Rete. Kkr potrebbe, dunque, non essere solo, ma affiancato da alcuni investitori di spicco dello stesso fondo tra cui, appunto, CPPIB. Le grandi manovre non si fermano solo all’equity. Contestualmente, si starebbe lavorando anche al financing dell’operazione. Il fondo, come riportato nei giorni scorsi da Il Sole 24 Ore, avrebbe inviato a una decina di banche una lettera per mettere insieme un finanziamento da 10,5 miliardi con scadenza a cinque anni. Fra gli istituti c’è JP Morgan, ma anche Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnp Paribas, Hsbc, Santander, Crédit Agricole. La risposta degli istituti è attesa nelle prossime settimane, comunque entro fine agosto.

Riproduzione riservata ©
  • Marigia Manganoinviato

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Finanza, automotive, tlc, holding di famiglia, banche e assicurazioni

    Premi: Premio internazionale Amici di Milano per i giovani, 2007, categoria giornalista

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