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Rete, Telecom rilancia sull’ipotesi coinvestimento

Plauso delle aziende di Tlc al «lodo Bassanini» sulla infrastruttura unica fuori dal controllo Tim, ma la quadra non è ancora stata trovata. E resta il rischio che la «rete unica» rimanga nel libro dei sogni

di Antonella Olivieri


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3' di lettura

La posizione di Franco Bassanini - rete unica sì, ma non sotto il controllo di Telecom (si veda «Il Sole-24Ore» del 15 novembre)- fa proseliti. Tutti d’accordo al convegno organizzato da Adec (Associazione di diritto e economia delle comunicazioni) della Luiss. «Come potrebbe la Commissione europea consentire un unico operatore della rete se resta il cordone ombelicale con Tim?», si è chiesto l’ex presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella.
«Una società della rete verticalmente integrata è l’opzione peggiore per la concorrenza», ha osservato Pitruzzella, mentre «problematiche sarebbero molto attenuate se ci fosse un unico operatore della rete con gli asset di Tim e Open Fiber, ma senza che Tim abbia il controllo».

Il punto di vista di Agcom
Il giorno prima, in audizione alla commissione Trasporti della Camera, era stato il presidente Agcom Angelo Marcello Cardani ad andare sull’argomento, sostenendo che bisogna andare avanti con lo scorporo della rete Telecom, altrimenti «si rischia di fare un salto indietro agli anni ’80. Al momento - ha aggiunto il presidente dell’Authority delle comunicazioni - la rete più sviluppata è quella di Tim che strepita dicendo che non cederà mai la sua rete. Fa bene, perché se togliamo dal suo bilancio il valore dell’infrastruttura rimane poco. Se però non lo facciamo, l’operazione che si sente ventilare, di unificazione in una sola infrastruttura, non può essere compiuta».

La concorrenza infrastrutturale
Per l’ad di Vodafone Italia, Aldo Bisio, l’alternativa è la concorrenza infrastrutturale, che «resta l’ipotesi migliore». Ma come la pensa Telecom? L’ad Luigi Gubitosi ieri non era presente. Bisogna rifarsi all’ultima conference call, quando Telecom ha annunciato l’avvio dell’iter per la scelta del partner interessato a rilevare il 100% di Open Fiber. In particolare Gubitosi ha detto che gli investitori chiedono che la società della rete sia unica, senza separare il rame dalla fibra. E ha fatto capire che Tim non ha intenzione di rinunciare al controllo.

Il ruolo di Telecom
Le posizioni allo stato non sembrano coincidere. Il compromesso di una Telecom in maggioranza nel capitale, ma in minoranza nella governance trova scettici gli osservatori che si chiedono come potrebbe essere digerito dagli azionisti Telecom. E la gara per la scelta del fondo infrastrutturale - alla quale dovrebbe partecipare anche F2i - pare più un modo per certificare il valore di mercato di Open Fiber (non certo gli 8 miliardi delle stime in mano all’Enel, al massimo si parla di 3-4 miliardi) che la soluzione finale del problema, visto che incombono le tematiche antitrust.

«Coinvestimento» all’orizzonte
A Roma c’era comunque il braccio destro di Gubitosi, Carlo Nardello, che ha annunciato «la possibilità di avviare nuove iniziative di coinvestimento, per realizzare la copertura Ftth (fibra fino all’utente) in 39 città». Nardello si è richiamato all’apposito articolo del nuovo Codice Ue delle comunicazioni elettroniche, lo stesso che era stato richiamato da Gubitosi a settembre in un’audizione all’Antitrust. «La Spagna e il Portogallo hanno avuto una velocità di copertura in fibra più rapida (70% a fine 2018) grazie al coordinamento degli operatori verticalmente integrati favorito dalle Autorità per evitare ogni duplicazioni di rete. In Portogallo l’Autorità ha definito misure regolamentari che hanno stimolato gli accordi tra operatori, mentre in Spagna Telefonica ha beneficiato di una regolamentazione molto light della fibra. È questa la ragione che ci ha spinto ad avviare un confronto con gli azionisti di Open Fiber per una potenziale operazione di integrazione della rete in fibra in partnership con uno o più fondi infrastrutturali». La quadra, insomma, non è ancora stata trovata. E resta il rischio che la «rete unica» rimanga nel libro dei sogni.

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