CASA BIANCA

Retromarcia a Washington: il fedelissimo Bannon rimosso dal Consiglio per la sicurezza

di Marco Valsania

Donald Trump e Steve Bannon

2' di lettura

Donald Trump normalizza il suo governo: il grande strategist e braccio destro Steve Bannon, alfiere della destra populista, è stato rimosso dal Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca. La riorganizzazione ha anche visto una riduzione del ruolo di un altro fedelissimo, il consigliere per la sicurezza domestica Tom Bossert. Vengono invece nuovamente promossi a membri a pieno titolo dell'organismo, che è dedicato a preparare la Casa Bianca a crisi e sfide di sicurezza, sia il Direttore nazionale dell'Intelligence, Dan Coats, che il comandante in capo degli Stati Maggiori riuniti delle forze armate, il generale Joseph Dunford.

Nuovi equilibri
La mossa appare una chiara vittoria del nuovo Consigliere per la sicurezza nazionale, il generale H.R. McMaster, che aveva preso il posto di Mike Flynn cacciato per aver occultato i suoi sospetti legami con la Russia. McMaster ha cercato fin da subito di emarginare gli esponenti più “politici” del Consiglio voluti da Trump e adesso ha ottenuto maggiori poteri. Sarà lui stesso d'ora in avanti a decidere l'agenda degli incontri sia del National Security Council che del parallelo Homeland Security Council dove si trova Bossert, impegnato sulla sicurezza domestica. Coats e Dunford, che erano stati ridotti a un ruolo di invitati occasionali, tornano ad essere “partecipanti regolari” a tutte le discussioni.

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Nomina contestata fin dall’inizio
La nomina di Bannon nel Consiglio era stata accolta da feroci polemiche fin dall'inizio: l'organismo è tradizionalmente riservato a esperti di intelligence e di sicurezza meno politicizzati, mentre l'unico merito di Bannon era quello di aver servito nella marina oltre a quello di esser stato il braccio destro di Trump nella vittoriosa campagna elettorale. Prima di affiancarsi a Trump, Bannon era stato direttore del sito di media dell'estrema destra Breitbart News.

Di recente il Consiglio per la sicurezza nazionale era stato scosso anche da nuovi scandali: due suoi membri vicini al Presidente hanno passato informazioni classificate al responsabile repubblicano della Commissione Intelligence della Camera, Devin Nunes, allo scopo di sostenere la tesi che l'ex presidente Barack Obama avrebbe fatto sorvegliare illegalmente la campagna di Trump, un'accusa finora dimostratasi del tuto infondata. Bannon, pur perdendo il “portafoglio” della sicurezza, rimane senior strategist della casa Bianca.

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