la decisione del viminale

Revoca della scorta a Sandro Ruotolo. Di Maio: assurdo

di Nicola Barone

Il giornalista Sandro Ruotolo

2' di lettura

«Per me è una cosa assurda la revoca della scorta a Sandro Ruotolo. Oggi torno a Roma e mi informerò per capire cosa sia successo». Dice così il vicepremier Luigi Di Maio in merito al provvedimento del Viminale di revoca della scorta del giornalista minacciato dalla camorra più volte in passato per le sue inchieste.

«Se non ci sono rischi per Sandro non devo dirlo io ma i tecnici. Allora okay. Ma se invece è stata fatta una scelta imprudente, Ruotolo merita la scorta perché lui è uno di quei giornalisti di questa terra che si è battuto nella lotta alla criminalità organizzata e alla camorra».

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La notizia diffusa dall'ex Guardasigilli Andrea Orlando un paio di giorni fa ha avuto come replica una montagna di critiche da parte di esponenti di primo piano della società civile, dell’opposizione e dello stesso M5S a partire dal presidente della Commissione antimafia Nicola Morra. «Lo Stato deve essere vicino ai giornalisti e tutti i cittadini che parlano e scrivono di mafia, denunciano la mafia e i mafiosi. Non conosco la vicenda nel merito ma sono convinto che si farà un ulteriore approfondimento su questa decisione, mi fido delle istituzioni» ha detto dal canto suo il presidente della Camera Roberto Fico.

«Io solo così so fare il giornalista. Stare sui territori, raccontare, intervistare, cercare la verità. Vorrei continuare a poterlo fare» è l'ultimo messaggio scritto su Facebook da Ruotolo. In un precedente post il cronista ringrazia i cittadini che hanno mandato messaggi di appoggio. «Avevo deciso di non dire nulla per il rispetto che ho delle istituzioni - è la premessa - E non dirò nulla per le decisioni che riguardano la mia protezione. Ma una cosa voglio dirvi: vorrei ringraziarvi uno a uno per la marea d'affetto, di solidarietà, di stima che mi state dimostrando. E i messaggi che più mi colpiscono sono i vostri, quelli delle persone che incontro nel paese reale, che ho conosciuto nella mia lunga vita di cronista e della comunità con cui sto in contatto sui social media. Difenderò sempre la mia indipendenza che non vuol dire non aver un punto di vista, la mia autonomia, l'amore per il mio paese».

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