il caso affidi

Revocati dalla Cassazione i domiciliari al sindaco di Bibbiano

Per la Corte non c'erano le condizioni per l'arresto di Andrea Carletti. Zingaretti (Pd): si vergogni chi strumentalizzò


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(Francesco Fotia / AGF)

2' di lettura

La Corte di cassazione ha revocato l'obbligo di dimora nei confronti di Andrea Carletti, il sindaco Pd di Bibbiano, indagato per lo scandalo «Angeli e Demoni» sul presunto sistema di affidi illeciti di minori scoppiato in Val d'Enza, in provincia di Reggio Emilia, nel giugno scorso quando il politico venne arrestato. A distanza di sei mesi ora è tornato libero.

In attesa delle motivazioni, la Cassazione avrebbe deciso per la revoca sentenziando che non sussistevano le condizioni per l’arresto e quindi per una misura cautelare. «Dopo la revoca delle misure, Andrea Carletti da oggi può tornare a fare il sindaco in municipio a Bibbiano, nel pieno delle sue funzioni» ha spiegato il prefetto di Reggio Emilia, Maria Grazia Forte, interpellata sulla decisione della Cassazione di annullare l'obbligo di
dimora nei confronti del primo cittadino dem coinvolto nello scandalo "Angeli e Demoni".

Zingaretti: si vergogni chi strumentalizzò
«La campagna indecente contro il Pd e il sindaco di Bibbiano non si dimentica. Ma oggi c'è una altra domanda. Chi chiederà scusa ad Andrea Carletti e alle persone messe alla gogna ingiustamente?» attacca il segretario Pd Nicola Zingaretti, su Facebook. « La Giustizia sta facendo chiarezza e ha tutto il nostro sostegno. A chi ha utilizzato una storia di cronaca giudiziaria per organizzarci una campagna politica dico nuovamente: vergognatevi!». Anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, punta il dito contro la campagna politica costruita a suo tempo sul caso. «Vi ricordate la storia di Bibbiano? L'attacco violento di Lega e Cinque Stelle al sindaco? Le pagliacciate in Parlamento e sui social con lo slogan "Parlateci di Bibbiano?". Bene. Ieri la Cassazione ha detto che quel sindaco NON doveva essere arrestato. Una montagna di fango vergognosa contro un uomo che non meritava quel trattamento. Ricorderete come l'arresto venne usato: il grimaldello per costruire la battaglia politica di chi ha più a cuore i sondaggi che la verità».

Lega: Pd pilatesco, vengono prima i minori
«A indagini ancora in corso, con 28 indagati, con nuovi filoni d'inchiesta aperti e intercettazioni raccapriccianti, bisognerebbe usare prudenza e aspettare che la giustizia faccia il suo corso, facendo chiarezza sul sistema degli affidi». Per Gianluca Vinci, parlamentare della Lega e segretario in Emilia Romagna, la strada giusta è quella della prudenza nel giudizio. «Rinnoviamo la nostra fiducia nella magistratura e aspettiamo la fine delle indagini, pare - dalla lettura di articoli di stampa - prevista a breve».

Dalla Procura nessun commento
Nessun commento da parte della Procura di Reggio Emilia, guidata dal procuratore Marco Mescolini, alla decisione dei giudici di Piazza Cavour. Al momento, della pronuncia è disponibile solo il dispositivo, da cui emerge che la Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza del 20 settembre del tribunale della Libertà di Bologna, impugnata dalla difesa di Carletti, e conseguentemente ha revocato la misura cautelare, che aveva sostituito i domiciliari inizialmente disposti dal Gip di Reggio Emilia. Bisognerà attendere le motivazioni per capire il ragionamento fatto dalla Suprema Corte. Le istanze della difesa ai giudici, anche come tattica processuale, non avevano riguardato il tema della legittimità dell'arresto o i gravi indizi di colpevolezza.

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