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Rfe, i ricavi confermano la dimensione europea

Il 2019 del gruppo Riva si chiude con un fatturato di 3,2 miliardi di euro, di cui l’85% realizzato all’estero

di Matteo Meneghello

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Riva acciaio (Imagoeconomica)

Il 2019 del gruppo Riva si chiude con un fatturato di 3,2 miliardi di euro, di cui l’85% realizzato all’estero


1' di lettura

C’è sempre meno Italia, anche a causa delle difficoltà del mercato, nel volume d’affari del gruppo Riva Forni elettrici, player italiano dell’acciaio a vocazione internazionale, con una quota del 10% del mercato continentale dei prodotti «lunghi» (tondo, vergella e barre per edilizia), che chiude il 2019 con un fatturato di 3,2 miliardi (-11,7% sul 2018), di cui l’85% realizzato in 16 siti in Germania e in Francia, oltre che in Belgio, Spagna e Canada. L’anno scorso il gruppo guidato da Claudio Riva, che impiega circa 5.400 addetti, ha prodotto 6,3 milioni di tonnellate di acciaio (di cui 714mila in Italia), generando un ebitda di 136,8 milioni, per un risultato finale di 15,2 milioni. Gli investimenti salgono a 150 milioni (+9,5%), migliora anche la posizione finanziaria netta (da -228,5 milioni -135,2 milioni, anche grazie alla variazione del circolante).

A causa della pandemia da Covid-19, in Italia lo stop dell'attività è stato generalizzato, e l’attività nei cinque siti è potuta riprendere solo nei primi giorni di maggio. Provvedimenti similari, anche se di tenore diverso, sono stati adottati anche negli altri paesi dove il gruppo è attivo. Gli effetti non sono ancora visibili nel primo trimestre (i risultati, secondo le prime indicazioni, restano invariati in linea con l'anno scorso), ma sono tali da rendere, secondo gli amministratori, difficile formulare previsioni ragionevoli per il 2020.


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