Edilizia

R.I. fornirà ospedali da campo nei Paesi Ue

di Vincenzo Rutigliano

2' di lettura

Costruire, in tutto il mondo, edifici basati su sistemi modulari con soluzioni innovative applicate al medicale, alla sanità, al civile, alla difesa, con un occhio – siamo alla fase di prototipo – pure a quelli di difesa da inquinamento chimico. Tutto questo avviene a Trepuzzi, piccolissimo centro del Salento dove, quasi 50 anni fa, Salvatore Tufaro diede vita al nucleo di quello che sarebbe diventato il R.I. Group, oggi in grado di progettare e realizzare anche ospedali da campo modulari forniti, chiavi in mano, pure alla Nato.

Le soluzioni innovative – studiate e applicate insieme ai ricercatori del politecnico di Bari, dell’università del Salento e di Enea – oggi consentono di realizzare ospedali da campo, accampamenti militari, strutture abitative d’emergenza,funzionali, esteticamente ricercate e con un alto contenuto tecnologico. È nata così una filiera produttiva competitiva internazionale con un know-how industriale che fa di R.I. una delle aziende leader mondiali nella progettazione e produzione di strutture modulari e shelters tecnologici. Una leadership che in cifre significa fatturato, a maggio 2021, pari a 26 milioni, il doppio di quello registrato a dicembre 2019 (13,3) e occupazione per 140 dipendenti, in forte aumento rispetto ai 90 di 2 anni fa, oltre a una sessantina nell’indotto.

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L’ultima commessa, frutto di una gara internazionale bandita dalla sede centrale della Nato, ha riguardato 5 Smart Operating Shelter destinati all’Italia e agli altri Paesi Ue. Si tratta di una struttura ospedaliera chirurgica ibrida mobile, pronta per il suo impiego in poche ore dall’arrivo senza necessità di personale specializzato per il suo montaggio e capace di teleconsulti via satellite utilizzando anche immagini TC intra-operatorie.Insieme alla Nato, la R.I.Group ha tra i clienti la Ue, le Nazioni Unite, la Protezione Civile e opera in tutto il mondo (Kosovo,Libano, Emirati Arabi, Haiti, Iraq, Afghanistan).

La società ha all’attivo anche joint ventures estere, come in Egitto e negli Emirati Arabi, dove è in grado di realizzare ospedali modulari in 12 mesi.

«Il nostro prossimo grande obiettivo – dice Salvatore Tufaro che guida il gruppo insieme ai suoi 4 figli – è realizzare qui, insieme all’università del Salento, un centro di eccellenza di ricerca applicata della sanità modulare nel quale coinvolgere anche Enea, il politecnico di Bari e gli altri centri specialistici del settore».

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