nel paese di mimmo lucano

Riace, «ineleggibile» il sindaco leghista: il tribunale dà ragione alla candidata Spanò

di di Donata Marrazzo


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(Ansa)

3' di lettura

Eletto a maggio, decaduto a novembre. Il leghista Antonio Trifoli, nominato sindaco di Race alle ultime amministrative, era incandidabile e dunque ineleggibile. Così il tribunale di Locri ha decretato la sua decadenza, accogliendo il ricorso che era stato presentato dalla candidata alla carica di primo cittadino Maria Caterina Spanò con la lista "Il cielo sopra Riace". Assessora ai Lavori pubblici con l'ex sindaco Mimmo Lucano, ha presentato subito ricorso in Prefettura. «A seguito della mia azione è stato interpellato il ministero dell'Interno che ha poi inviato il suo parere sull'ineleggibilità del sindaco», spiega Maria Spanò.

La nota del Viminale e la sentenza del tribunale di Locri
Trifoli, ispettore della sicurezza a tempo determinato, non avrebbe potuto candidarsi secondo quanto previsto dal Testo unico degli Enti locali (comma 8 articolo 60). E invece gli è stata concessa l'aspettativa non retribuita per motivi elettorali, nonostante «un rapporto di lavoro di carattere subordinato, a tempo parziale (26 ore settimanali) e determinato», come viene riportato nella nota del ministero. Gli stessi argomenti sono contenuti nella sentenza del Tribunale di Locri, che dopo diversi richiami giurisprudenziali, osserva: «L'aspettativa elettorale si pone in contrasto con la natura intrinseca del rapporto di lavoro a tempo determinato in quanto determinerebbe l'ultrattività del rapporto rispetto alla previsione contrattuale». Viene osservato inoltre che «l'interessato era dipendente del Comune di Riace con contratto a tempo determinato e, come tale, non poteva essere collocato in aspettava per motivi elettorali, stante il divieto di cui al comma 8 dell'articolo 60 del Tuel».

Mimmo Lucano può tornare a Riace, revocato il divieto di dimora

Rischio di commissariamento?
La sentenza diventerà esecutiva dopo i tre gradi giudizio. «Quindi è una mezza vittoria, visto che Trifoli ha già annunciato che farà ricorso, restando al suo posto – commenta Maria Spanò - A meno che non intervenga la Prefettura disponendo il commissariamento del Comune. Insieme a Trifoli era incandidabile, per una vecchia condanna, anche il consigliere leghista Claudio Falchi. Ufficialmente si è dimesso per motivi familiari». E Spanò ricorda un caso analogo di incompatibilità, quello del consigliere Tonino Petrolo, ex Lsu:« Lavorava come Trifoli nella vigilanza. E non firmò il contratto con il Comune di Riace, altrimenti si sarebbe dovuto dimettere. Dunque, c'era un precedente all'interno del comune, quindi come fa oggi il sindaco a dirsi scioccato per la decisione del tribunale?».

Il ritorno di Mimmo Lucano
Intanto, in sei mesi, il sindaco dichiarato decaduto ha già dato la sua impronta all'ex villaggio globale di Mimmo Lucano, che però è tornato a Riace dopo un lungo divieto di dimora. E mentre affronta il processo, lavora alla rinascita del borgo dell'accoglienza con la fondazione "È stato il vento". Così, se pure Trifoli ha scelto di dare un segnale di cambiamento netto, eliminando ad esempio all'ingresso del paese il cartello dedicato a Peppino Impastato e sostituendo quello di "Riace paese dell'accoglienza" con il segnale "Riace paese dei Santi medici e martiri Cosma e Damiano" (che poi sono gemelli martiri di origini siriane, patroni di medici, chirurghi e farmacisti), il centro storico riprende vita.

Ma la Storia lascia il segno. Qui abbiamo dimostrato che l'integrazione e l'inclusione funzionano. Che sono un vantaggio per tutta l'umanità

Riapre il villaggio globale?
«In paese ci sono oggi una settantina di rifugiati. Stanno riaprendo le case e le botteghe, funziona il frantoio che occupa più di 15 persone, l'asilo nido - racconta Lucano - Con un avviso di interruzione del servizio, è stata disposta la chiusura dell'ambulatorio medico gratuito inaugurato due anni fa con un protocollo d'intesa tra il Comune, lo studio radiologico di Siderno e l'associazione umanitaria Jimuel. Ma non ci fermiamo, e con il responsabile della struttura, il dottor Isidoro Napoli, stiamo spostando l'attività polispecialistica in un nuovo locale». Certo l'atmosfera non è più la stessa, «fa paura la divisione sociale che si è determinata, le persone si sono come incattivite», afferma ancora Maria Spanò. «Ma la Storia lascia il segno - conclude Lucano - Qui abbiamo dimostrato che l'integrazione e l'inclusione funzionano. Che sono un vantaggio per tutta l'umanità. Quando ero sindaco, dalle prefetture mi chiedevano di trattenere a Riace i rifugiati, di non mandarli al Nord, che Maroni non li voleva. Ma cos'erano rifiuti tossici?».

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