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Riaperti i Giardini Reali restaurati

Realizzati da Napoleone nel 1807, i Giardini versavano in grave degrado. Sono stati recuperati in 5 anni di lavori promossi da Venice Gardens Foundation, sostenuti da Assicurazioni Generali e realizzati dagli architetti Paolo Pejrone e Alberto Torsello

di Marco Carminati

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(Martino Lombezzi)

Realizzati da Napoleone nel 1807, i Giardini versavano in grave degrado. Sono stati recuperati in 5 anni di lavori promossi da Venice Gardens Foundation, sostenuti da Assicurazioni Generali e realizzati dagli architetti Paolo Pejrone e Alberto Torsello


3' di lettura

Sono stati riaperti al pubblico i Giardini Reali di Venezia, dopo un delicato restauro promosso da Venice Gardens Foundation, sostenuto da Assicurazioni Generali e realizzati dagli architetti Paolo Pejrone (per il giardino) e Alberto Torsello (per la parte architettonica).

I Giardini Reali di Venezia hanno origine all’interno del progetto di riforma napoleonica dell’area Marciana con la decisione, sancita l’11 gennaio 1807 dal decreto di Napoleone Bonaparte, di destinare le Procuratie Nuove a sede del Palazzo della Corona. Il 23 dicembre 1920 i Giardini, inclusi tra i beni ceduti dalla Corona al Demanio dello Stato, furono assegnati al Comune di Venezia e interamente aperti al pubblico. Il 23 dicembre 2014 i Giardini Reali sono stati dati in concessione a Venice Gardens Foundation per il loro restauro. Essi si estendono per una superficie di circa 5.000 metri quadrati sulla quale si affacciano il Museo Correr, le Sale Imperiali del Palazzo Reale, il Museo Archeologico Nazionale e la Biblioteca Marciana.

I Giardini Reali di Venezia aprono al pubblico

I Giardini Reali di Venezia aprono al pubblico

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Dagli anni ’50 del secolo scorso i Giardini versavano in stato di grave degrado e il patrimonio arboreo, oltre alla presenza di specie inadatte, presentava condizioni di criticità tanto da rendere quasi illeggibile la geometria e la composizione originaria del giardino. Anche il Padiglione neoclassico, realizzato dall'architetto Lorenzo Santi tra il 1816 e il 1817, riportava evidenti segni di decadenza, mentre il pergolato ottocentesco in ghisa, la cancellata e lo storico ponte levatoio versavano in stato di abbandono così come gli edifici incongrui costruiti negli anni all'interno del giardino, tra i quali un bunker in cemento armato risalente alla Seconda guerra mondiale, che rappresentava, date le significative dimensioni, un elemento di grave alterazione della geometria complessiva e impedimento al restauro del pergolato.

«Dopo cinque anni di intenso e appassionato lavoro – ha dichiarato Adele Re Rebaudengo, presidente, Venice Gardens Foundation - i Giardini Reali sono finalmente tornati a essere luogo di vita, armonia e pace, e nel tempo ne verrà curata la conservazione e la crescita, perché un giardino deve essere ogni giorno ascoltato, compreso, coltivato, nutrito e protetto per accompagnarlo a germogliare stagione dopo stagione».

La prima fioritura verrà festeggiata nella primavera 2020 e con essa i Giardini Reali torneranno a essere rigogliosi e formali secondo il disegno ottocentesco, luogo d’incontro aperto ai veneziani e ai viaggiatori, agli artisti e ai ricercatori, oltre a essere una piccola oasi per gli uccelli migratori e sedentari.

«Dopo le drammatiche inondazioni che hanno di recente colpito la città – ha aggiunto Philippe Donnet, CEO di Assicurazioni Generali - siamo orgogliosi di aver realizzato insieme a Venice Gardens Foundation questo importante progetto di restauro, e di poter restituire alla comunità i Giardini Reali, uno spazio pubblico prezioso riportato all’antico splendore. Un risultato che è stato possibile grazie a un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato a beneficio della collettività. Con la riapertura dei Giardini si completa il primo tassello del più ampio progetto di Generali su Venezia e sull’area marciana, sede storica della Compagnia, che si concluderà nel 2021 con la riqualificazione delle Procuratie Vecchie, futura sede della fondazione “The Human Safety Net”».

Il percorso di restauro è iniziato nel dicembre 2014 quando per contrastare il progressivo decadimento del sito l’Agenzia del Demanio e la città di Venezia hanno concesso a Venice Gardens Foundation il Compendio Monumentale dei Giardini Reali affinché ne curasse il restauro e la conservazione nel tempo. La Fondazione, nata per restaurare e conservare parchi, giardini e beni di interesse storico e artistico, si è avvalsa dell'opera degli architetti Paolo Pejrone per il restauro del giardino e Alberto Torsello per il restauro architettonico e il ripristino della Serra, riprendendo i disegni degli architetti Carlo Aymonino e Gabriella Barbini. I lavori di progettazione e restauro si sono svolti tra il 2015 e il 2019.

Venice Gardens Foundation curerà per tutta la durata della Concessione la conservazione e la crescita del Giardino, con figure professionali e specifici programmi di manutenzione, e svilupperà programmi rivolti alla gestione sostenibile e alla tutela dei beni paesaggistici e della loro fauna e i relativi percorsi formativi. Le attività artistiche, culturali e di ricerca troveranno spazio in un’ala della Serra, denominata “The Human Garden”, a significare la connessione tra le attività svolte dalle persone nella Serra e la vita del giardino che la circonda.

Le attività culturali dei Giardini Reali si connettono inoltre con le finalità della Fondazione Generali ‘The Human Safety Net', che il Gruppo promuove nell'ambito del suo impegno a favore delle comunità più vulnerabili in 21 Paesi e che avrà sede, come detto, presso le Procuratie Vecchie. A condividere la visione dei Giardini attraverso azioni specifiche sono stati invitati artisti internazionali quali Maria Thereza Alves, Jimmie Durham, Francesco Neri, Mona Hatoum e Guido Guidi.

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