l’indagine del centro studi fipe

Riapertura bar e ristoranti, dopo tre settimane fatturato più che dimezzato

Addetti al completo solo nel 30% delle imprese. La quasi totalità di bar e ristoranti ha riaperto o sta per farlo. Circa il 65% delle aziende ha fatto ricorso al Dl liquidità ma solo poco più della metà ha già ottenuto il prestito richiesto

di An.Ga.

Fase 2, Fipe: giovani vanno contenuti, ma problema non sono i bar

Addetti al completo solo nel 30% delle imprese. La quasi totalità di bar e ristoranti ha riaperto o sta per farlo. Circa il 65% delle aziende ha fatto ricorso al Dl liquidità ma solo poco più della metà ha già ottenuto il prestito richiesto


2' di lettura

Restano forti le difficoltà per i pubblici esercizi dopo 3 settimane dalla riapertura, con cali del fatturato che si attestano in media intorno al 53% (nel dettaglio 54,8% per i ristoranti e 49,9% per i bar). Dunque, incassi più che dimezzati rispetto al periodo pre-Covid. La situazione resta critica anche per l'occupazione: solo nel 30% delle aziende è tornata al livello pre-covid, mentre nel 31,5% il personale impiegato è ancora inferiore del 50% o più. Sono i dati che emergono dall'indagine condotta dal Centro Studi di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), per analizzare l'andamento di bar e ristoranti in questo primo periodo della fase 2.

Meno della metà degli intervistati soddisfatta di aver riaperto

Il 94,9% dei bar e l'89,4% dei ristoranti risultano in attività mentre rispettivamente il 3,1% e il 7,3% sono in procinto di farlo. Il 2% dei bar e il 3,3% dei ristoranti dichiarano di restare ancora chiusi anche nel prossimo futuro. Pur in presenza di un miglioramento del sentiment degli imprenditori sull'andamento dell'attività (si passa dal 9,9% della prima settimana al 17,2% attuale), più della metà degli intervistati (circa 54%) dà ancora un giudizio fortemente negativo e meno della metà degli intervistati (46,1%) si dichiara soddisfatto di aver riaperto. Forte incertezza anche sul futuro: il 66,5% ritiene che non riuscirà a tornare ai volumi di attività pre-Covid. Per il 53,5% delle aziende intervistate a mancare sono soprattutto i turisti, in particolare stranieri, ma il restante 46,5% lamenta anche la mancanza di clientela residente.

Solo il 56,8% ha già ottenuto il prestito richiesto

Il focus dell'indagine si è poi spostato sugli aiuti messi in campo dalle Istituzioni, con particolare riferimento ai prestiti garantiti previsti dal DL liquidità. Il 65,1% delle aziende ha fatto ricorso a questa misura, il 51,7% per un importo fino a 25.000 euro, il 13,4% per un importo oltre i 25.000 euro. Tuttavia solo il 56,8% ha già ottenuto il prestito richiesto.

«Servono interventi sul costo del lavoro e sulle scadenze fiscali»

«Il bilancio a tre settimane dalla riapertura conferma tutte le nostre preoccupazioni sulla capacità di tenuta delle imprese dinanzi ad una ripartenza difficile e per molti aspetti attesa - dichiara Aldo Cursano, Vicepresidente Vicario di Fipe – Con un calo del fatturato di oltre il 50% nessuna impresa riuscirà ad andare avanti a lungo senza misure di sostegno sul versante dei costi e senza una robusta capacità finanziaria. Per questo stiamo continuando a chiedere interventi sul costo del lavoro, su canoni di locazione e Imu e sulle scadenze fiscali in attesa che la domanda torni ad un livello che permetta alle imprese di reggersi sulle proprie gambe. Ma sapendo che di turisti stranieri – prosegue Cursano – ne vedremo pochi per un periodo ancora lungo dovremo necessariamente puntare sulla domanda interna con una comunicazione rassicurante e co n iniziative di promozione stimolanti».

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