FASE 3

Riaperture, come sono cambiati gli orari nelle città per diluire il traffico auto

Nelle grandi città che si trovano a fare i conti con la fase due dell’emergenza sanitaria Covid-19 sono state adottate delle soluzioni per contenere gli assembramenti. Flessibilità che si manifesta a 360 gradi

di Andrea Carli

Fase 2, i negozi hanno riaperto ma il 30% teme di non farcela

Nelle grandi città che si trovano a fare i conti con la fase due dell’emergenza sanitaria Covid-19 sono state adottate delle soluzioni per contenere gli assembramenti. Flessibilità che si manifesta a 360 gradi


3' di lettura

Più flessibilità, meno assembramenti, meno ingorghi nel traffico delle ore di punta e meno rischi di contagio. È sulla base di questa formula/slogan che nelle grandi città che si trovano a fare i conti con la fase due dell’emergenza sanitaria Covid-19 sono state adottate delle soluzioni per contenere gli assembramenti. Flessibilità che si manifesta a 360 gradi, come ad esempio nell’adozione di orari diversi da quelli tradizionali.

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello del comune di Milano, che ha rimesso mano ai tempi di lavoro dei dipendenti del comune. A Roma si è puntato invece sullo scaglionamento degli orari di apertura e chiusura delle diverse attività, una sorta di “disco orario” per alzare o abbassare le saracinesche. In altri casi,una maggiore flessibilità in funzione anti contagio si è manifestata nell’adozione di soluzioni di mobilità più sostenibile per andare a lavoro, a cominciare dalla bicicletta.

Sala: modificate regole lavoro Comune, anche sabato

Dopo un accordo con i sindacati, il comune di Milano ha modificato alcune regole per il lavoro dei suoi dipendenti. Nella fase di convivenza con il Covid-19, potranno entrare in ufficio con orari flessibili e se vorranno potranno lavorare anche il sabato. Nei giorni scorsi, ha spiegato il sindaco del capoluogo lombardo - città che come tutta la regione Lombardia è stata al centro della morsa del coronavirus - «abbiamo avviato un confronto con le rappresentanze sindacali dei nostri dipendenti per riprogrammare il ritorno integrale al lavoro. Il protocollo generale che abbiamo firmato, e ringrazio i sindacati per la grande collaborazione, contiene molto di più e tende a modificare le regole del lavoro in Comune». I dipendenti dell’amministrazione «potranno entrare in ufficio dalle 7:30 alle 13, potranno lavorare anche il sabato e questo perché gli orari della città e sgonfiare il traffico nelle ore di punta è una questione importante - ha aggiunto Sala -. Ma soprattutto noi ci stiamo muovendo per allargare la potenzialità dei nostri servizi ai cittadini in termini di orario. Il secondo elemento qualificante è quello relativo allo smart working, noi ne abbiamo fatto grande uso e continueremo a farlo».

A Roma aperture e chiusure a fasce orarie, chiusura non oltre 21.30

A Roma l’ordinanza firmata a metà di maggio dalla sindaca Raggi ha previsto che dal 18 di quel mese e fino al 21 giugno le attività dovranno comunque chiudere nel corso della settimana alle 21,30 e la domenica alle 15. Aperture e chiusure sono spalmate in fasce orarie e scaglionate. Gli alimentari, i supermarket - ad esclusione dei centri commerciali - e i panificatori dal lunedì al sabato possono osservare una delle seguenti fasce orarie di apertura e di chiusura: apertura entro le ore 8.00 chiusura entro le ore 15.00; apertura entro le ore 8.00 chiusura dopo le ore 19.00 ed entro le ore 21,30. Parrucchieri, estetisti, phone center- internet point, potranno aprire dal lunedì al sabato nell’intervallo dalle ore 11 .00 alle ore 11.30- e chiudere dopo le ore 19.00 ed entro le ore 21.30.

In Emilia Romagna rimborsi chilometrici a chi va a lavorare in bici

Il Covid-19 ha delineato nuove soluzioni anche nelle modalità degli spostamenti delle persone. La Regione Emilia Romagna ha destinato 3,3 milioni di euro per finanziare un piano che incentivi la mobilità a due ruote durante la fase due dell’emergenza sanitaria. In particolare, 1,5 milioni vanno ai comuni che hanno aderito al Pair (Piano aria integrato regionale) per sostenere il progetto “Bike to Work”. I dipendenti delle aziende che aderiranno al progetto, riceveranno dei rimborsi chilometrici utilizzando la bici per recarsi sul posto di lavoro, pari a 20 centesimi al km, con un massimale di 50 euro al mese. Antesignani di questa formula sono i Comuni di Cesena e di Cesenatico, che anche quest’anno hanno promosso il progetto “Cambiamo Marcia”, grazie al quale tutti coloro che lasciano l’automobile a casa prediligendo mezzi di trasporto più sostenibili ottengono incentivi economici (in questo caso sono 25 centesimi a chilometro con un tetto massimo di 50 euro al mese). Forte di 553 nuovi ciclisti iscritti nel corso delle edizioni 2018 e 2019, “Cambiamo Marcia” per il suo terzo anno ha presentato una serie di novità, con l’obiettivo di ampliare la platea di chi rinuncia all’auto o alla moto nei percorsi casa-lavoro-casa e casa-scuola-casa. Tra queste, la possibilità di partecipare al bando anche per chi si muove in monopattino elettrico. Flessibilità chiama flessibilità. Soprattutto in tempi di coesistenza con il Covid-19.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti