L’iniziativa

Riaprire i negozi e potenziare il bonus

La proposta di un gruppo di produttori e rivenditori della Brianza per il rilancio

di Giovanna Mancini

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Un negozio Missaglia in Brianza

La proposta di un gruppo di produttori e rivenditori della Brianza per il rilancio


2' di lettura

Non vogliono sussidi e non vogliono indebitarsi con le banche. Vogliono solo la possibilità di tornare al lavoro e al governo chiedono di aprire i negozi al più presto (prima del 18 maggio) e adottare misure concrete per sostenere l’acquisto di mobili.

«Siamo gente cresciuta a pane e trucioli in un territorio in cui tantissime aziende lavorano nella filiera del mobile – spiega Fabio Missaglia, titolare dello storico negozio fondato dal padre a Cesano Maderno nel 1958, nel cuore della Brianza –. La nostra attività è fondamentale anche per sostenere quella dei produttori». Eppure di loro, i rivenditori, si parla pochissimo.

Le fabbriche di mobili hanno riaperto il 27 aprile – grazie alla rilevante quota export della loro produzione, che ha permesso alla filiera del legno-arredo di essere compresa tra quelle strategiche per l’economia nazionale – ma i punti vendita restano chiusi e, considerando che molte piccole aziende locali vendono soprattutto in Italia, e in particolare nel territorio circostante, questo comporterà per molte un rallentamento della ripartenza.

«I nostri sono prodotti particolari, complessi – osserva Missaglia – che richiedono la visita fisica dei clienti in negozio e poi un nostro sopralluogo nelle loro abitazioni per poter finalizzare gli ordini e mandarli in produzione. Non possiamo sostituire queste attività con l’e-commerce, perciò tutto è bloccato». L’ultimo cliente che Missaglia ha visto è stato sabato 22 febbraio. «Da settimane io e i miei colleghi non incassiamo niente. Sulla scrivania ho progetti e richieste avviati ma rimasti fermi. Non capiamo perché non si possa riaprire: i nostri negozi sono di 350-400 metri quadrati, lavoriamo su appuntamento, con al massimo due clienti alla volta, abbiamo tutti i dispositivi di protezione».

E se non fatturano i negozi, non producono nemmeno gli stabilimenti, per lo meno quelli più piccoli, che vivono di clientela locale. Per questo alcuni rivenditori e produttori brianzoli hanno unito le forze per far sentire la propria voce ai media e soprattutto al governo. «La nostra proposta è che si potenzi una misura già esistente ed efficace, il bonus mobili – spiega Fabio Missaglia – slegandolo dalle ristrutturazioni e alzando il tetto attuale di 10mila euro».

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