fase 3

Riaprono i centri estivi, ma costano di più: rincari del 30%

Non poche le novità: meno ragazzi, pranzo a sacco portato da casa e soprattutto costi più alti per i genitori. Tra le cause le spese maggiori per le strutture, tra sanificazione e personale

di Andrea Gagliardi

Riaprono i centri estivi, ma costano di più: rincari del 30%

Non poche le novità: meno ragazzi, pranzo a sacco portato da casa e soprattutto costi più alti per i genitori. Tra le cause le spese maggiori per le strutture, tra sanificazione e personale


2' di lettura

In attesa del ritorno in classe a settembre, per i bambini e i ragazzi la fase 3 riparte dai centri estivi che il 15 giugno hanno ripreso le attività: per lo più privati, quelli comunali lo faranno a fine mese. Non poche le novità: meno ragazzi, pranzo a sacco portato da casa e soprattutto costi più alti per i genitori. Il ritorno in 'società' dei più piccoli passa infatti attraverso le stringenti regole anti Covid contenute nelle linee guida del Dipartimento per le Politiche per la Famiglia e nelle linee guida regionali. Dal controllo della temperatura (spesso anche a chi accompagna il bimbo), alla pulizia frequente degli spazi, all’uso della mascherina nelle situazioni in cui non si può mantenere la distanza.

Meno posti disponibili, più animatori e maggiori costi

Altra conseguenza è il taglio dei posti disponibili, complici le norme da rispettare e le spese in più tra sanificazione e personale. Quest’ultimo cresce, con costi maggiori, a causa del rapporto più alto previsto dalle nuove norme tra animatori e bambini: un adulto ogni 5 bambini per l’età dell'infanzia (dai 3 ai 5 anni); 1 educatore ogni 7 bambini per la scuola primaria (dai 6 agli 11 anni); 1 animatore ogni 10 adolescenti per la scuola media e superiore (dai 12 ai 17 anni).

Codacons: aumenti medi del 30%

Il Codacons segnala che chi vuole iscrivere il figlio/a ad una struttura privata deve mettere in conto che la tariffa settimanale è tra i 150 e i 200 euro, con un incremento in media del +30% rispetto al 2019. «Il rischio concreto - attacca l’associazione dei consumatori - è che il bonus da 1.200 euro varato dal Governo nel decreto Rilancio per sostenere le famiglie sul fronte dei centri estivi e ricreativi abbia dato il via alle speculazioni, portando ad un generalizzato rincaro dei listini».

I rincari nella Capitale

Alcuni esempi. A Roma nel centro Villa Flaminia, alle pendici dei Parioli, i bambini accolti sono ora 60 rispetto allo standard di 150 e con 13 educatori. Si fa merenda e pranzo, si gioca a calcetto e pallavolo fino alle 17 (ma niente piscina e tennis), per 180 euro a settimana, 20 in più rispetto al 2019. Sempre a Roma i campi estivi del Museo Civico di Zoologia durante i quali i piccoli partecipanti dai 5 ai 12 anni passano il periodo delle vacanze a stretto contatto con la natura e la scienza hanno visto un’impennata dei costi per l’intera settimana da 135 a 160 euro.

Rette più alte anche a Bologna e Milano
A Bologna nei centri privati si arriva al 70% in più rispetto all'estate scorsa. Eppure molti sono al completo, visto che il bando del Comune è uscito il 12 giugno e i campi pubblici partiranno il 29. Salgono di circa 50 euro le rette a Milano, specie per i più piccoli. Per ora rette invariate, invece, al nido 'Il girotondo' di Genova. Ha calcolato circa 1000 euro di spese in più al mese ma spera nei contributi regionali promessi alle strutture.

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