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Per l’industria ricavi fermi, corrono solo i farmaci

A ottobre lieve progresso congiunturale del fatturato dell’industria italiana (+0,6%) ma quinta frenata su base annua (-0,2%) . Da gennaio vendite giù dello 0,1%. Tra i settori bene alimentari, elettronica ma soprattutto farmaceutica

di Luca Orlando

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(Imagoeconomica)

A ottobre lieve progresso congiunturale del fatturato dell’industria italiana (+0,6%) ma quinta frenata su base annua (-0,2%) . Da gennaio vendite giù dello 0,1%. Tra i settori bene alimentari, elettronica ma soprattutto farmaceutica


2' di lettura

Il fatturato dell'industria italiana ad ottobre sale dello 0,6% in termini congiunturali, in “moderato miglioramento” rispetto all’incremento dello 0,2% segnato il mese precedente. Lo rileva l’Istat, spiegando come la
crescita derivi da un “leggero” rialzo sul mercato interno (+0,4%) e da uno “più sostenuto” su quello estero (+0,9%). Si tratta del secondo aumento consecutivo mese su mese. Su base annua invece i ricavi registrano una flessione dello 0,2%: si tratta del quinto calo tendenziale consecutivo.

Gli ordini dell’industria registrano un incremento congiunturale
dello 0,6%, rallentando rispetto all'aumento dello 0,9% di
settembre. Sintesi di una stasi delle commesse provenienti dal mercato interno (-0,1%) e di una crescita più sensibile di quelle provenienti dall'estero (+1,7%). In termini tendenziali l’indice grezzo (ma i giorni di calendario sono identici rispetto ad ottobre 2018) scende dell’1,5%, per effetto in particolare di una riduzione del 2,6% all’estero.

Il bilancio dei primi dieci mesi è più o meno in linea, encefalogramma piatto o quasi per i ricavi (-0,1%), un calo del 2,4% per le commesse, ad anticipare altri mesi senza grande sprint.

I settori

Chimica e prodotti in metallo zavorrano le medie, sostenute invece da alimentari ed elettronica. Ma soprattutto ancora una volta alla grande dalla farmaceutica, miglior comparto sia in termini di vendite (i ricavi crescono dell’8,9%) che delle commesse, in progresso a doppia cifra.

Se l’Italia non brilla nelle medie il quadro altrove non è particolarmente brillante, come confermano la recente caduta della produzione industriale in Germania (-5,3% a ottobre su base annua) e le nuove stime della banca centrale di Berlino. La Bundesbank ha infatti drasticamente ridotto le previsioni di crescita per la Germania per il 2020, tagliandole allo 0,6% dall'1,2% di giugno. Nella nuova previsione la banca centrale tedesca stima un rimbalzo della crescita a partire dal 2021 grazie al sostegno monetario e alla ripresa dell'export. In base alle nuove previsioni la Bundesbank accredita ora un aumento del Pil tedesco dell'1,4%. Ma solo, appunto, a partire dal 2021.

Per approfondire:
Cade la produzione industriale in ottobre

Riproduzione riservata ©
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    Luca Orlandoinviato-caporedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese

    Argomenti: Imprese, meccanica, innovazione, export, macchinari, Industria 4.0, robot

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