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Ricavi hard discount per 11 miliardi

di E.Sc.


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2' di lettura

Vicini alla boa dei 5mila negozi. In Italia forse non ci sarà mai un boom del discount paragonabile alla Germania, ma la corsa dei negozi low cost continua senza sosta. E forse potrebbe accelerare con l’arrivo in Italia del gigante tedesco Aldi e della francese Leader Price.

Iri censisce 4.793 discount allo scorso 30 giugno. Con un peso elevato dei primi tre big: Eurospin, Lidl e MD fatturano complessivamente circa 11 miliardi.

Negli ultimi anni le aperture hanno seguito il ritmo di 60-90 punti vendita l’anno, con la Puglia che si conferma regina dei discount, seguita da Sardegna e Sicilia. In coda Lombardia ed Emilia Romagna. Il ritmo incalzante delle aperture ha generato inevitabilmente una caduta dei ricavi medi per negozio. Infatti ora le reti low cost crescono solo con le inaugurazioni di nuovi negozi. E questo ha scavato un fossato tra big e follower che soffrono sempre di più. Lo sbarco di Aldi in Italia (con personale “drenato” ad altre catene e alla ricerca di location) potrebbe cambiare lo scenario e molti equilibri.

Nonostante la crescita dei discount avvenga solo con nuove aperture, la formula del commercio low cost garantisce ritorni cospicui ai big, sicuramente superiori alla grande distribuzione che nel 2016 ha registrato un utile operativo medio striminzito, intorno al 2% dei ricavi.

Campione di crescita e redditività del discount rimane la veneta Eurospin, seguita da Lidl e gruppo Md. Eurospin, società controllata da Migross, Shop, Dao cooperativa e Vega, contava a fine 2016 su 1.081 punti vendita (di cui 62 in Slovenia), con ricavi per 4,7 miliardi (+6,8%) e un Ebitda di 307 milioni (288 l’esercizio precedente). L’azienda guidata dall’ad Romano Mion dispone di un patrimonio netto di circa 1,1 miliardi e di una liquidità di 550 milioni. Obiettivo di Mion è continuare ad aprire negozi di proprietà, a gestione diretta o con partner. E quest’anno? «La crescita è superiore al budget - sottolinea l’ad Romano Mion - e abbiamo centrato anche l’obiettivo delle 50 nuove aperture». Sull’ingresso tardivo di Aldi in Italia, Mion dichiara che «potrebbe anche impensierire, ma noi continuiamo a fare il nostro gioco. Poi entrino pure nuovi giocatori in campo oppure ne escano». Eurospin è matura per operare all’estero? «Sì, infatti lo abbiamo scritto nella ragione sociale - risponde Mion -. L’Europa è preferibile anche per motivi di logistica. Tuttavia gli Stati Uniti sono più italiani di quanto si possa pensare: certamente sarebbe più facile operare negli Usa che in Finlandia».

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