Mercato e Industria

Ricavi record per Porsche nel 2020 a 28,7 miliardi di euro

Nonostante la pandemia il marchio di Stoccarda ha registrato ottimi risultati

3' di lettura

Porsche ha registrato ricavi record nel 2020 con 28,7 miliardi di euro, oltre 100 mln in più del 2019. Il risultato operativo è stato di 4,2 mld (4,4) al lordo delle voci straordinarie e 3,9 al netto delle stesse, con un margine operativo del 14,6%, all'interno dell'obiettivo strategico prefissato nonostante la difficile situazione economica globale. Complessivamente Porsche ha consegnato oltre 272.000 vetture ai clienti di tutto il mondo, il 3% in meno rispetto al record del 2019. L'utile prima delle imposte è stato di 4,4 mld, in crescita rispetto al 2019. Sono stati più di 20.000 gli esemplari consegnati della Taycan; questo la rende l'elettrica sportiva di maggior successo nella sua categoria.
Secondo Lutz Meschke, vicepresidente del CdA e responsabile delle aree Finance e IT di Porsche, il raggiungimento di risultati record nonostante la situazione globale è stato possibile grazie ad un sistema di gestione dei costi e della liquidità impostato con grande tempestività. «La nostra massima priorità durante la crisi era la liquidità. Dovevamo ridurre tutti i costi non assolutamente necessari. Non abbiamo comunque lesinato sui temi che riguardano il nostro futuro. Procediamo a ritmo sostenuto sulla trasformazione, la digitalizzazione e l'elettrificazione. Tentare di fare economia in queste aree si tradurrebbe molto rapidamente in una perdita di competitività. La nostra gestione dei costi e della liquidità ci ha fornito un punto di riferimento. Abbiamo tutelato il nostro business così da poter ripartire a pieno ritmo una volta superata definitivamente la crisi». Con questo obiettivo Porsche ha perfezionato il suo ambizioso “Programma di redditività 2025”. «Il nostro nuovo obiettivo è di migliorare il risultato complessivo di 10 miliardi di euro entro il 2025 e di 3 l'anno successivo».
Uno degli aspetti più importanti è che non si tratta solo di un piano di risparmio, ma anche di un programma di innovazione. «Non è solo questione di tagliare i costi. Si tratta di ottimizzare in modo intelligente tutti i processi e sviluppare nuove idee commerciali». In un contesto di mercato complesso Porsche ha mantenuto il numero di dipendenti costante a circa 36.000 ed ha concluso un accordo di garanzia del posto di lavoro che assicura l'impiego alla squadra di base fino al 2030. «Non stiamo tagliando nessun posto di lavoro e non stiamo eliminando nessuna filiale. Al contrario stiamo investendo nei nostri dipendenti e nel nostro futuro. Tutto ciò sta dando i suoi frutti: Porsche ha aumentato ulteriormente la sua efficienza e abbassato la soglia di profitto. Da questa situazione intendiamo conseguire il nostro obiettivo strategico di un utile sulle vendite del 15% anche nel 2021». Per far fronte ai cambiamenti climatici Porsche si è posta un altro obiettivo ambizioso: raggiungere la neutralità dal carbone in tutta la catena del valore entro il 2030 evitando e riducendo sistematicamente le emissioni di CO2. Tutti gli impianti principali come Zuffenhausen, Weissach e Lipsia hanno raggiunto la neutralità climatica nel 2021, l'azienda ha stanziato più di un miliardo per la decarbonizzazione nei prossimi dieci anni ed ha già tagliato il primo traguardo: la Taycan Cross Turismo presentata in anteprima mondiale all'inizio di marzo è la prima vettura che resterà CO2 neutrale per tutto il ciclo di utilizzo. Nel 2020 un terzo di tutte le Porsche consegnate in Europa era costituito da modelli elettrificati, mentre in tutto il mondo era il 17%. Nel 2025 la metà di tutte le nuove Porsche vendute avrà un motore elettrico, nel 2030 più dell'80% delle nuove vetture sarà ad emissioni zero.

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