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Riccardo Vernole (Finp): «Faremo suonare l’inno italiano il più possibile»

Il direttore tecnico della Nazionale italiana di nuoto paralimpico da Tokyo racconta gli allenameni e la voglia di conquistare medaglie

di Monica D'Ascenzo

3' di lettura

«Il morale è alto perché gli allenamenti stanno andando molto bene. Siamo in totale bolla. È una vita tutta programmata e predisposta per gli allenamenti e l’arrivo a Tokyo, il momento più bello per i nostri 29 atleti (16 uomini e 13 donne), tra cui abbiamo 17 esordienti». Riccardo Vernole, coordinatore tecnico della Nazionale Italiana di nuoto, è a Sendai dall’11 agosto con la squadra italiana, che ha a disposizione «un impianto eccezionale con 10 corsie da 50 metri. Gli allenamenti procedono alla grande con sedute singole e doppie».

L’Italia è campione del mondo 2019, ma gli ultimi due anni hanno cambiato molte cose anche a livello sportivo. «La dieci giorni di gare inizierà il 25 e le aspettative sono alte, perché siamo la squadra campione del mondo del 2019. Ma in questi due anni sono cambiate molte cose, quindi sappiamo che un risultato eccezionale sarà quello di migliorare il medagliere di Rio 2016 quando vincemmo 13 medaglie con due ori. La squadra è cresciuta notevolmente, si è rinforzata, si è completata. Abbiamo un atleta per ogni singola classe sportiva e questo ci permette di dire che in Italia non lasciamo indietro nessuno».

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E la squadra non è formata solo dagli atleti che scendono in vasca e il direttore tecnico lo riconosce: «Il livello quatitativo, professionale e umano dei tecnici è elevatissimo qui a Sendai e l’ambiente che si è creato è molto propositivo, tanto che facciamo allenamenti in cui gli atleti vengono allenati anche da altri allenatori, non propri. Si ha piena fiducia nel gruppo squadra e questo è sempre stato un elemento che ha contraddistinto la mia gestione della Nazionale. Gli obiettivi sono alti, molti sono obiettivi individuali, ci sono in gioco prestigio e soldi, però l’obiettivo principale è quello di alzare il medagliere dell’Italia qui a Tokyo»

Bocciardo "d'oro" alle Paralimpiadi

Ma le medaglie non sono fini a se stesse, perché il loro effetto poi si sente nelle scelte future dei ragazzi che da casa assistono alle imprese dei campioni a Tokyo. «La speranza di vincere le medaglie è legata anche ad un elemento lontano dal Giappone. L’obiettivo è quello di avere una cassa di risonanza così grande che possa portare già da settembre nuovi potenziali atleti al movimento. Tanti ragazzi con disabilità, vedendo in televisione le prestazioni dei vari atleti coinvolti nelle Paralimpiadi, considerino nel contesto della loro vita anche la parte sportiva, perché è una parte fondamentale di crescita dove impari anche ad essere più autonomo, ti dai degli obiettivi difficili da raggiungere ma raggiungibili senza per forza dover arrivare alle Paralimpiadi. Il messaggio che daranno i nostri atleti andrà oltre il podio, la medaglia e la finale. Non è un caso che il maggior numero di nuove leve si ha l’anno dopo aver svolto i Giochi Olimpici».

Vernole è carico ma anche consapevole di quanto il clima olimpico possa avere un impatto: «Per come stanno andando gli allenamenti sono molto fiducioso. Non ci si può sbilanciare perché quello che accade a un atleta quando entra nel villaggio e nella competition pool, nonostante non ci siano gli spettatori, è un’emozione talmente forte che potrebbe dare una carica in più o metterti in difficoltà. L’unico dato certo è che finora abbiamo fatto un lavoro ottimo. Non avremo rimpianti. Adesso cercheremo con tutte le nostre forze di far suonare l’inno italiano più volte possibile».

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