WEALTH REPORT KNIGHT FRANK

Ricchezza mondiale a una svolta: 20 milioni hanno più di un milione di dollari

Il Wealth Report di Knight Frank dice dove si spostano i ricchi e i super ricchi. India, Filippine e Cina tirano la corsa dei Paperoni mondiali. Londra resta il centro di attrazione mondiale di chi ha più di 30 milioni di dollari di patrimonio personale. I prezzi della case di lusso volano a Edimburgo, Monaco, Madrid e Berlino, ma soprattutto a Manila, Buenos Aires e Città del Messico. Italia ferma tra la 50° e la 70° posizione.

di Evelina Marchesini


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7' di lettura

Il 2019 è l’anno della svolta nella mappa della ricchezza mondiale: entro la fine dell’anno il numero dei milionari in dollari del pianeta supererà, per la prima volta, i 20 milioni. Vale a dire che 20 milioni di persone hanno a disposizione oltre un milione di dollari di ricchezza, grazie alla rapida crescita dei benestanti in India, nelle Filippine e in Cina, dove l’aumento in cinque anni è stato – nell’ordine – del 39%, 38% e 35%. E se un milione di dollari non vi sembra una gran cosa, c’è dell’altro.

Gli ultraricchi, vale a dire coloro che hanno a disposizione una ricchezza personale di oltre 30 milioni di dollari, continueranno a crescere nonostante previsioni economiche non proprio brillanti, con un aumento previsto del 22% nei prossimi cinque anni, pari a 43mila nuovi stra-ricchi (Ultra high net worth individuals, o Uhnwi). A dircelo e a spiegarci dove, come e quando investiranno – a cominciare dal settore immobiliare – è Knight Frank con l’edizione 2019 del Wealth Report.
Un report che ci dice anche dove sono cresciuti e dove no i prezzi delle case di lusso, misurati in dollari. Un esempio di corse intorno al 10%? Edimburgo, Monaco, Madrid e Berlino in Europa. Manila, Buenos Aires e Città del Messico nel mondo. Ferma l’Italia, con Venezia, Milano e Roma tra la 50° e la 70° posizione.

Una maratona di ultra-ricchi

Per cogliere i nuovi trend dei mercati immobiliari, e non solo, è strategico sapere dove si va formando la ricchezza e come verrà investita, con movimenti continui a livello mondiale, perché quasi sempre l’accrescimento dei grandi patrimoni viene destinato a Paesi diversi da quelli di provenienza. Knight Frank, tanto per cominciare, ci dice che saranno 42.711, «pari ai partecipanti della maratona di Londra», i fortunati che nel mondo vedranno la propria ricchezza raggiungere e superare i 30 milioni di dollari americani entro la fine del 2023. In totale, i super Paperoni saranno così circa 250mila.

Tornano i super ricchi russi

Se il maggior numero di stra-ricchi è in Europa, con 70.627 individui nel 2018, la crescita maggiore in termini percentuali è prevista in Russia, con un incremento del 25% degli attuali 2.350 ultra-ricchi, seguiti dagli europei (+24%) e dagli asiatici (+23%). In media, gli stra-ricchi cresceranno del 25%, ben oltre la previsione media di crescita delle economie mondiali.

Germania in pole position

Guardando alla situazione attuale, il maggior numero di super ricchi sono tedeschi (14.047 persone), seguiti dai 12.559 cittadini britannici, e dai 4.768 svizzeri. Anche l’Italia si difende, con i suoi 4.083 detentori di un patrimonio personale oltre i 30 milioni di dollari Usa, poco meno dei 4.111 spagnoli. Tra i Paesi a livello mondiale in cui è prevista una crescita più rapida, Knight Frank evidenzia la Romania, che ha solo 215 stra-ricchi ma dove si stima un’impennata di crescita. Lo stesso vale per l’Ucraina, che ha 374 extra benestanti destinati a diventare molti di più.

In America

Subito dopo gli europei vengono i Paperoni degli Stati Uniti, che sono 47.127, mentre i canadesi sono solo 4.785. In Nordamerica la crescita media prevista è del 18%. In Sudamerica è il Brasile a vincere con 3.754 individui, ma il Paese non crescerà da questo punto di vista e sarà surclassato dal Messico, dove attualmente gli extra ricchi sono 2.778.
Asia superstar. I 48.245 stra-ricchi asiatici cresceranno del 23% in cinque anni, grazie soprattutto all’arricchimento massiccio degli indiani (+39%), i filippini (+38%) e ovviamente i cinesi (+35%).

Londra non demorde

Secondo Knight Frank, il 2020 vedrà alcuni trend dominanti caratterizzare le scelte dei ricchi e degli ultra-ricchi. Tra questi, il mantenimento delle posizioni di Londra. Brexit o non Brexit, Londra resterà la capitale della concentrazione della ricchezza mondiale, con il più alto numero di stra-ricchi in città, lasciando la sua unica vera rivale, New York, in seconda posizione. Londra inoltre tornerà ad avere appeal anche in termini di meta di investimento immobiliare. La discesa dei prezzi insieme ai movimenti delle valute hanno infatti ricreato le condizioni per veri e propri affari.

Chi attrae e chi respinge

La fine del 2019 e il 2020 vedranno i governi dei vari Paesi divisi in due fronti: chi stende tappeti rossi per attrarre investimenti, anche immobiliari, e chi alza le barriere per difendersi dalle bolle speculative o per altri motivi. Così, l’Italia viene citata tra i Paesi con le porte aperte, grazie al tetto fiscale di 100mila euro di imposte per gli emigranti facoltosi che rientrano in patria. Al contrario, a rendere le cose più difficili sono Singapore, Australia, Nuova Zelanda e Canada. I controlli sull’esportazione di capitali dalla Cina, poi, verranno mantenuti e l’India corre rischi di chiusura su questo fronte, poiché si è visto un aumento del 144% del deflusso di capitali all’estero.
L’attrattività dei Paesi è un fattore molto importante, dato che si stima che ben il 26% degli ultra-ricchi mondiali ha iniziato a pianificare il cambio del Paese di residenza. Saranno privilegiati gli Stati con schemi strutturati di rilascio di visti e cittadinanza in cambio di investimenti: tra le novità in questo senso da sottolineare le opportunità di Moldovia e Montenegro.

Focus sulla redditività

«Negli anni passati era abbastanza, per i super benestanti, comprare auto di lusso, opere d’arte o proprietà generiche – spiegano da Knight Frank – poiché sul fronte della redditività era sufficiente contare sulla generosità delle banche in termini di interesse. Ora non è più così. Gli investimenti saranno focalizzati sull’immobiliare a reddito, l’asset management e le opportunità di sviluppo».

L’educazione fa da traino

Nella ricerca delle mete in cui investire dal punto di vista immobiliare uno dei trend emergenti è quello dell’educazione di alto livello. Così le case di lusso si compreranno più facilmente nelle città in grado di offrire un ottimo sistema educativo. Ma non solo. L’educazione ha appeal anche in termini di asset di investimento: gli studentati sono infatti una delle mete di investimento preferite, insieme alla logistica dell’ultimo miglio.

Le città nel mirino

I capitali e i loro ingenti interessi annui sono alla continua ricerca di nuove mete di investimento. Così, oltre alle classiche città preferite dai super ricchi, ve ne sono alcune emergenti, dove gli stra-ricchi cresceranno maggiormente e verso cui si concentreranno, secondo Knight Frank, gli investimenti immobiliari.

Bangalore

La prima di queste è la megalopoli indiana. Oxford Economics indica che nei prossimi cinque anni il prodotto interno lordo della città crescerà del 60% in termini reali. Bangalore è famosa per essere la Silicon Valley dell’India ed è la base di società come Flipkart, Infosys e Wipro e oltre 400 multinazionali, inclusa Microsoft, hanno un quartier generale qui. La stima è che i super ricchi cresceranno del 40% nei prossimi cinque anni.
Hangzhou. La megalopoli cinese ha visto più che raddoppiare i settori dei trasporti, immagazzinaggio, informazione e comunicazione negli ultimi cinque anni e secondo Oxford Economics cresceranno di un ulteriore 46% nei prossimi cinque. Per Knight Frank gli ultra-ricchi cresceranno del 34% nei prossimi cinque anni. Da ricordare che la piattaforma Alibaba è stata fondata qui e che a oggi ci sono 26 “Unicorni” – vale a dire le società hi-tech con una valutazione superiore al miliardo di dollari – nella città. Insomma, da tenere d’occhio sia per gli investimenti, sia per il target degli investitori.

Stoccolma

La bella città nordica si è affermata come una delle città più innovative al mondo, sicuramente la migliore in Europa. Già nel 2017 la Commissione europea ha nominato Stoccolma come “la città più innovativa in Europa” e secondo GlobalData WealthInside i super ricchi cresceranno del 23% entro il 2023 e già oggi sono 559. Stoccolma tra l’altro ha dato i natali a Spotify, oltre che ad altre multinazionali tecnologiche oggi leader di mercato. La popolazione continua a crescere, la ricchezza ancor di più e i talenti si danno appuntamento qui.

Cambridge

Oltre al primato di Londra come punto di riunione dei Paperoni mondiali, la Gran Bretagna vanta la capacità di questa cittadina universitaria di essersi convertita nella Silicon Valley dell’Europa extra continentale. Il fatturato dell’economia digitale della città è stato di 2,4 miliardi di sterline nel 2017, oggi in crescita, con oltre 152mila addetti secondo Tech Nation. Il crescente successo di Cambridge ha indotto il governo locale a varare un piano per 14mila nuove case entro il 2031 e gli ultra-ricchi cresceranno del 19% nei prossimi 5 anni.

Boston

È l’unica città Usa tra le cinque “Future cities” scelte da Knight Frank, che la definisce «una destinazione degli investimenti alternativa e accessibile a New York e San Francisco». Perché? Tra il 2015 e il 2017 la città ha ricevuto 24,5 miliardi di dollari di investimenti in venture capital, che stanno producendo i relativi effetti. Non è solo sede delle prestigiose Mit e Harvard, ma i giganti tecnologici hanno tutti una sede qui, da Google ad Amazon, Facebook, Uber e così via. I super ricchi cresceranno del 15% in 5 anni dagli attuali 426 individui.

Dove corre il residenziale di lusso

Ed eccoci ai migliori mercati mondiali in termini di performance annuale (i dati sono misurati alla fine del 2018, anche se appena diffusi). Ecco i primi dieci in termini di aumento dei prezzi misurati in dollari del settore immobiliare di lusso.
Manila (+11,1%), Edimburgo (+10,6%), Berlino (+10,5%), Monaco (+10%), Buenos Aires (+10%), Città del Messico (+9,5%), Singapore (+9,1%), Boston (+8,6%), Madrid (+8,1%), San Francisco (+7,8%).

E le italiane?

Bisogna scendere alla 50° posizione per trovare Venezia, con un incremento dei prezzi dell’1,5%, al 64° posto per Roma (+0,5%) e al 70° per Milano (+0,2%).

I ribassi

A passo di gambero vanno invece le peggiori in classifica, come Lagos che perde il 25%, o Vancouver con il -11,5%: ma qui i prezzi avevano corso troppo negli ultimi anni e ci si attendeva una correzione. Istanbul perde il 10,4%, St. Moritz il 7,5% e gli Hamptons il 10%. Male anche Bodrum in Turchia (-7,2%) e le British Virgin Islands (-5%). Anche Londra, come noto, è tra le peggiori 10, con una perdita media del residenziale di lusso del 4,4 per cento.

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