L’EMERGENZA SANITARIA

Ricciardi, Crisanti, Capua, Galli e Pregliasco: gli esperti che prevedono una terza ondata di Coronavirus

Potrebbe avere effetti pesanti sul sistema sanitario e su un sistema economico già in ginocchio

Coronavirus e Natale: cosa si può fare e cosa no

2' di lettura

Mentre il governo promuove misure restrittive in vista delle feste natalizie, a cominciare dal divieto di spostamenti dal 21 dicembre al 6 gennaio, per scongiurare una terza ondata di contagi Coronavirus nei primi mesi del nuovo anno, alcuni virologi mettono in evidenza che il rischio che questo scenario alla fine si realizzi esiste, ed è più che concreto. Sono di questa idea Walter Ricciardi, Andrea Crisanti, Ilaria Capua, Massimo Galli e Fabrizio Pregliasco. Una terza ondata dell'epidemia potrebbe avere effetti pesanti sul sistema sanitario e su un sistema economico già in ginocchio.

Ricciardi: dicembre e gennaio saranno terribili

«Siamo ancora nel pieno della seconda ondata di Sars-CoV-2, dicembre e gennaio saranno terribili per due motivi: per i problemi nell'accesso ai servizi e per le tante differenze a livello ragionale», ha sottolineato Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute e docente di Igiene all'università Cattolica di Roma. Le parole di Ricciardi non sono passate inosservate.

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Crisanti: in queste condizioni la terza ondata è una certezza

Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell'Università di Padova, ha individuato nella tempistica del piano di vaccinazione di massa il punto debole. L'Italia, ha ricordato, partirà alla fine di gennaio. Secondo Crisanti, «prima che il vaccino abbia effetto passeranno mesi, ci attende un inverno preoccupante. Natale, con scuole chiuse e fabbriche a ritmo ridotto, va sfruttato per ridurre i contagi La terza ondata in queste condizioni è una certezza. Siamo in una situazione grave stabile, ci attende un inverno preoccupante».

Capua: curva abbassata ma non azzerata

«La terza ondata della pandemia ci sarà, è naturale - ha sottolineato Ilaria Capua, direttrice dell'UF One Health Center - . Dicembre e gennaio saranno mesi terribili per tanti motivi». . Nel Regno Unito è partita la campagna di vaccinazione. «Siamo in una maratona - ha continuato Capua -, dobbiamo vaccinare prima medici, infermieri e persone fragili. Il virus continuerà a circolare, perché stiamo abbassando la curva ma non la stiamo azzerando. Se arriviamo a vaccinare le fasce da proteggere prima dell'estate avremo fatto tantissimo», ha concluso.

Galli: i cittadini devono fare la loro parte

Il responsabile del reparto malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano Massimo Galli ha affrontato la questione da un’altra prospettiva. «Capisco i timori dei colleghi - ha affermato -. Vorrei girare il discorso in un bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Se deve essere mezzo vuoto, sia mezzo vuoto di casi. Con questo virus non si scende a trattative, se vogliamo tenerci fuori dai guai e arrivare a gestire la situazione fino a quando il vaccino non risolverà le cose, bisogna stare fuori dai guai. Se si va in un posto in cui c'è folla, non ci si deve sorprendere dell'assembramento: bisogna evitare di andarci». Insomma, «i cittadini devono fare la loro parte, anche se non sono d'accordo a scaricare tutto sui cittadini», è il messaggio lanciato da Galli.

Pregliasco: fatto quasi certo

Della squadra degli esperti che hanno rilanciato l’ipotesi di una terza ondata di contagi, Fabrizio Pregliasco. Per i l virologo dell’università degli Studi di Milano la terza ondata «è un fatto quasi certo. Questo problema c’è - ha aggiunto - e dipenderà da noi la terza ondata. Perché questo virus continua nella sua azione, cerca tutti i soggetti suscettibili, lui vuole diffondersi alla grande».

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