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Ricerca, Anvur: migliora la qualità, anche grazie al contributo decisivo dei giovani

Il dato emerge dal rapporto finale della Valutazione della Qualità della Ricerca 2015-2019, presentato dall'Agenzia di Valutazione del Sistema Universitario in un convegno a Roma

di Redazione Scuola

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Promossa: la ricerca italiana cresce in qualità, rinvigorita dalla nuova linfa portata dai giovani ricercatori, e al contempo dedica sempre maggiore attenzione alle attività di divulgazione e trasferimento tecnologico per restituire i suoi “frutti” alla società. È quanto emerge dal rapporto finale della Valutazione della Qualità della Ricerca (Vqr) 2015-2019, presentato dall'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) durante un convegno a Roma, con la partecipazione del presidente della Conferenza dei rettori, Ferruccio Resta, e quello della Consulta dei presidenti degli enti pubblici di ricerca (Conper), Antonio Zoccoli.

I dati

La Vqr 2015-2019 ha coinvolto oltre 660 esperti e oltre 11.000 revisori esterni, che hanno lavorato per due anni. Sono 134 le istituzioni valutate (98 università statali e non, 14 enti pubblici di ricerca e 22 istituzioni che si sono sottomesse volontariamente alla valutazione), che hanno conferito oltre 600 casi di studio relativi alle attività di Terza Missione e 183.000 lavori scientifici (rispetto ai circa 118.000 presentati nella precedente Vqr) curati da oltre 65.000 ricercatori. «I dati mostrano una sempre più consolidata cultura della valutazione e un miglioramento della qualità del sistema ricerca nel suo complesso, un maggiore equilibrio tra le istituzioni delle diverse aree geografiche e una maggiore omogeneità tra le strutture valutate nella produzione di ricerca», commenta Marcella Gargano, direttrice generale del Ministero dell'Università e della Ricerca (Mur) presso la direzione generale delle istituzioni della formazione superiore. «E' interessante notare che la qualità media è più elevata nel gruppo che include i nuovi reclutati delle università: questo indica il grande valore degli investimenti fatti nelle politiche di reclutamento».

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«Il sistema della ricerca italiano è sempre più attento alla qualità nella promozione, nel reclutamento e nella formazione di giovani ricercatori», conferma la vicepresidente dell'Anvur Alessandra Celletti, che ha coordinato l'attività di valutazione. «Un'altra novità emersa dal rapporto - aggiunge - è la crescente attenzione nei confronti della Terza Missione, che connota tutte le attività con le quali le istituzioni entrano direttamente in contatto con la società e interagiscono con essa».

Criticità

Restano comunque delle criticità da affrontare, come le differenze regionali («al Nord per esempio prevale il trasferimento tecnologico mentre al sud si privilegiano i beni culturali») e la questione di genere («con le donne che rappresentano un terzo dei ricercatori e una percentuale molto bassa dei dirigenti»). I risultati della Vqr, ricorda Ferruccio Resta, non rappresentano solo una “pagella” che fotografa lo stato di salute della ricerca italiana: sono anche uno strumento che permetterà di definire le politiche e gli investimenti per il futuro. I risultati sono infatti utilizzati dal ministero dell'Università e della Ricerca per ripartire, già dal presente anno, l'80% della parte premiale del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) e per individuare i Dipartimenti degli atenei statali che stanno competendo per ottenere un importante finanziamento straordinario, destinato a sostenere un progetto di ricerca e sviluppo quinquennale di eccellenza. Proprio in questa prospettiva, sottolinea Gargano del Mur, «dobbiamo migliorare il metodo di valutazione in un'ottica di semplificazione e celerità», in modo da restituire una fotografia della ricerca italiana sempre più attuale. Questo, conferma Resta, servirà sia ai giovani ricercatori che agli atenei per capire quali strade intraprendere per il futuro.

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