Aziende globali

Ricerca e sperimentazione la scommessa di Valagro sul benessere delle piante

di Enza Moscaritolo

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3' di lettura

Un’azienda globale con la testa e il cuore in Abruzzo. Valagro, una delle realtà internazionali più importanti nella ricerca, produzione e commercializzazione di biostimolanti e specialità nutrizionali per le colture, è partita da qui quarant’anni fa, da Atessa, in Val di Sangro, per la precisione, dove mantiene orgogliosamente il suo quartier generale.

«Per Valagro l’Abruzzo rappresenta l’origine di valori che sentiamo nostri, come passione e integrità: Valagro è orgogliosa delle sue radici e deve molto del suo Dna alla tenacia e alla intraprendenza che appartengono da sempre a questo territorio e ai suoi abitanti» spiega Giuseppe Natale, fondatore e ceo di Valagro.

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Valagro nasce dall’intuizione iniziale di creare soluzioni innovative ed efficaci per la nutrizione e il benessere delle piante; un’idea questa che si è rivelata lungimirante, se proprio oggi più che mai si parla di agricoltura sostenibile per una produzione di qualità e nel rispetto dell’ambiente, anche grazie alla spinta dell'innovazione tecnologica.

Lo scorso anno il Gruppo Valagro ha conseguito un importante risultato, entrando a far parte di Syngenta Crop Protection, una delle quattro unità operative di Syngenta Group, uno dei leader internazionali nell’innovazione agricola, aprendo nuove prospettive di crescita per Valagro nel mondo nel campo dell’agricoltura sostenibile.

Ma il 2020 è stato anche l’anno del quarantesimo anniversario, celebrato con un evento digitale in piena pandemia: «Avremmo preferito festeggiare diversamente il raggiungimento di questo importante traguardo ma non abbiamo voluto rinunciare a farlo – ha aggiunto Natale – è stato un esempio efficace di come la pandemia ha messo in discussione e trasformato il nostro modo di lavorare, ma non ha compromesso la nostra volontà di raggiungere gli obiettivi prefissati. È stato così anche per le performance di business, che sono state – e continuano a essere – positive grazie alla perseveranza, all’impegno e al grande senso di responsabilità di tutti i nostri collaboratori, in Italia e all’estero».

Proprio in quell’occasione l’azienda, che distribuisce i suoi prodotti in oltre 80 Paesi, conta 13 filiali in tutto il mondo e oltre 700 dipendenti, ha inaugurato un nuovo polo di ricerca presso il sito di Atessa, che va ad aggiungersi allo stabilimento di Grabi Chemical a Cremona, uno in Brasile, due in India e due stabilimenti in Norvegia.

«Si tratta di un vero e proprio hub all’avanguardia per l’innovazione in agricoltura perché nasce con l’obiettivo di potenziare ulteriormente l’innovazione di Valagro e fornire così un potente impulso allo sviluppo di GeaPower®, la piattaforma tecnologica proprietaria di Valagro dalla quale nascono le sue innovative soluzioni per le colture – precisa - qui i team del Dipartimento Global Research di Valagro condurranno attività di ricerca e sperimentazione nel settore chimico e di formulazione, nel campo della microbiologia, della fisiologia vegetale e in quello delle “scienze omiche” e dell’agronomia. I ricercatori lavoreranno in un ambiente più collaborativo e aperto per accelerare l’innovazione e garantire, al contempo, un’esecuzione efficace e tempestiva dei nostri progetti in fase di sviluppo. Inoltre ci aspettiamo che il Polo di Ricerca faciliterà la creazione di un ecosistema dell’innovazione con i partner esterni, rafforzando l’approccio all’open innovation che da sempre caratterizza la ricerca di Valagro».

Dunque, i nuovi orizzonti dell’agricoltura 4.0 si coniugano con gli obiettivi delle origini, e proseguono nel solco della sostenibilità, accanto alle esigenze degli agricoltori, aiutandoli ad ottenere raccolti abbondanti e di migliore qualità, soprattutto con un uso più efficiente di acqua, terreno e mezzi tecnici: «Era il 1984 quando Valagro lanciava il suo primo biostimolante, il Megafol – ricorda – Valagro è stata tra le prime aziende nel mondo a credere nel valore dei biostimolanti e questo grazie all’aver individuato un’area “scoperta” tra il mondo dei fertilizzanti tradizionali e quello degli agrofarmaci. Oggi quando parliamo di agricoltura 4.0 facciamo riferimento a un nuovo modo di concepire l’agricoltura, in cui convergono tecnologie che sono in grado di supportare le decisioni in campo degli agricoltori ma anche soluzioni in grado di rispondere efficacemente al loro bisogno di coniugare produttività e efficienza delle produzioni agricole. L’investimento nell’innovazione è dunque l’unica strada possibile per realizzare l’agricoltura del futuro, quella nella quale da sempre crediamo».

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