Boom di sperimentazioni cliniche

Ricerca sui farmaci: balzo dell’Italia, Scaccabarozzi: «Industria investe 700 milioni»

In un solo anno, secondo gli ultimi dati dell’Aifa, le sperimentazioni per testare nuove terapie nel nostro Paese crescono del 20%, più che nel resto d’Europa. Con ottime performance nelle frontiere del biotech e dell’oncologia

di Marzio Bartoloni


Scaccabarozzi: terapie personalizzate basate sul profilo genetico

2' di lettura

La ricerca clinica sui farmaci in Italia fa un balzo in avanti e in un solo anno le sperimentazioni per testare nuove terapie nel nostro Paese crescono del 20%, più che nel resto d’Europa. Con ottime performance nelle frontiere del biotech e dell’oncologia e numeri importanti anche per le ricerche iniziali (fase uno) sull’efficacia di una nuova cura. I numeri arrivano dal rapporto sulle sperimentazioni cliniche appena pubblicato dall’Aifa, l’Agenzia del farmaco. Risultati che fanno dire al presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, che «l’Italia oltre che hub della produzione può diventare un hub della ricerca».

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Dopo il calo del 2017, il numero totale delle sperimentazioni presentate in Italia nel 2018 - avverte l’Aifa - «è tornato ai livelli degli anni precedenti, pur in un contesto di costante contrazione delle sperimentazioni globali europee». Con l’Italia che ha visto appunto un aumento significativo di trial, dai 564 del 2017 ai 666 del 2018 (+20%). «Probabilmente il dato potrebbe riflettere una prima ricaduta dell'avvicinarsi della Brexit, con lo spostamento degli Sponsor verso altri Stati membri, ma potrebbe anche significare - aggiunge il report dell’Agenzia del farmaco - un aumento di fiducia nel sistema italiano delle sperimentazioni cliniche». Un clima positivo confermato dal presidente di Farmindustria Scaccabarozzi: «Noi ci stiamo credendo molto e infatti le imprese del farmaco investono nelle strutture ospedaliere oltre 700 milioni, rendendo disponibili a titolo gratuito terapie innovative per i pazienti e consentendo a medici e ricercatori di fare esperienza con terapie innovative», avverte Scaccabarozzi che ha riunito l’ultima giunta di Farmindustria a Milano nella sede dello Human Technopole, quasi a sottolineare l’importanza sempre più cruciale dell’innovazione: «Nei prossimi 5 anni saranno investiti mille miliardi, dobbiamo essere capaci di intercettarne sempre di più».

Anche nel 2018 - avverte il report Aifa - la distribuzione delle sperimentazioni per area terapeutica conferma il dato degli anni precedenti, con circa la metà delle sperimentazioni in ambito oncologico ed emato-oncologico. Continua in maniera significativa il trend in rialzo dei trial in malattie rare, che rappresentano il 31,5% del totale (25,5% nel 2017), di cui quasi l'80% sperimentazioni profit, con una distribuzione equilibrata fra le varie fasi di sperimentazione; aumentano ancora le sperimentazioni di fase I su malattie rare (33,7%) e significativa è soprattutto la percentuale di sperimentazioni con prodotti di terapia avanzata in malattie rare (11%, a fronte di un incremento globale delle sperimentazioni con prodotti di terapia avanzata pari al 4,7%). Per il presidente di Farmindustria l’Italia ha diversi punti di forza, «a cominciare dalla qualità della nostra accademia che nella medicina primeggia a livello mondiale, con risultati nelle pubblicazioni che vedono i nostri ricercatori spesso tra le prime cinque posizioni». Ma Scaccabarozzi sottolinea anche il peso di una burocrazia ancora eccessiva: «Le cose sono state semplificate, ma non abbastanza, i comitati etici sono stati ridotti di numero passando da 300 a 100 ma andrebbero velocizzati i tempi con cui danno i loro pareri».

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