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Ricerca, intesa imprese-atenei determinante

De Santis: le aziende credono nella innovazione.Mariotti: sostenere chi investe

di Nicoletta Picchio

(foto Agf)

2' di lettura

Un piano strategico per far collaborare le imprese e l’università. È uno degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza: «stiamo scrivendo insieme l’inizio di un nuovo modello di ciò che sarà la ricerca in Italia, abbiamo investimenti e sono stati tolti vincoli, ci sono gli strumenti per un nuovo sistema di collaborazione in grado di creare filiere di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico per l’Italia del futuro», è stato il messaggio inviato dal ministro dell’Università e della Ricerca, la premessa su cui si è svolto ieri un confronto in Confindustria sulla partnership pubblico-privato nel settore.

Piano da 4,3 miliardi

Con il piano saranno finanziati 5 nuovi Centri nazionali per la ricerca in filiera, 11 ecosistemi dell’innovazione e livello territoriale per creare o rafforzare 49 infrastrutture di R&I. Il valore complessivo è di 4,3 miliardi, quando saranno assegnati, con procedure competitive, per le pmi si creeranno nuove opportunità in molti settori.

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De Santis: le aziende credono nell’innovazione

«Le imprese credono nella ricerca e innovazione, stiamo andando nella direzione giusta: negli ultimi 20 anni hanno raddoppiato gli investimenti, specie negli ultimi dieci. Aumenta anche il personale impegnato in R&S nel privato, +7,4% di ricercatori nel 2019 rispetto al 2018», ha detto Francesco De Santis, vice presidente per la Ricerca e Sviluppo di Confindustria. È importante, ha aggiunto De Santis, il ruolo dei dottorati di ricerca: dai 450 di cinque anni fa si è arrivati ai 900 dell’anno scorso. L’obiettivo è arrivare a 15-20mila nell’arco temporale del Pnrr.

Investire nei dottorati di ricerca è un aspetto sottolineato anche dal rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, per rispondere anche alla domanda di personale specializzato da parte delle imprese. I laboratori e gli ecosistemi, previsti dal Pnrr «devono stimolare la domanda di ricerca» in base a quel modello delle tre p, partnership pubblico-privato. «Il mondo della ricerca e dell’innovazione ha dato una risposta straordinaria, hanno lavorato insieme dando un grande messaggio di collaborazione tra pubblico e privato», ha detto la presidente del Cnr Maria Chiara Carrozza. Le grande imprese sono in prima fila, come ha testimoniato Antonio Calabrò, senior vice president Pirelli: «abbiamo sempre lavorato con un approccio di open innovation».

Mariotti: sostenere chi investe

Proprio in questo momento di incertezza politica, aveva sottolineato in apertura il direttore generale di Confindustria, Francesca Mariotti, è «essenziale sostenere le imprese che hanno scelto la strada virtuosa della ricerca e ampliare se possibile la platea di quelle che hanno incrementato gli investimenti. Rafforzare la sinergia tra ricerca pubblica e privata sarà cruciale».

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