lavoro 4.0

Ricerca Manpower: «i robot aumenteranno i posti di lavoro»

di Laura Cavestri

(© A. Farnsworth)

2' di lettura

Digitalizzazione e automazione non distruggeranno posti di lavoro. Anzi saranno un’opportunità. Lo rileva una ricerca di Manpower Group (“Skills Revolution”), presentata alcuni giorni fa al World Economic Forum 2017 di Davos. Condotta su 18mila datori di lavoro di 43 Paesi del mondo, fotografa le opinioni degli employers su quale impatto potrà avere , nei prossimi anni, il processo di automazione sull’occupazione e dello sviluppo di nuove profili professionali.

I risultati rivelano che, a livello mondiale, oltre il 90% dei datori di lavoro intervistati prevede che la propria azienda subirà un «impatto» dalla cosiddetta industria 4.0 nei prossimi due anni e l’83% del campione ritiene che la digitalizzazione del lavoro non diminuirà, bensì farà crescere il totale dei posti di lavoro, con ricadute positive sull’aggiornamento delle competenze dei lavoratori, su cui tutti prevedono di dover investire.

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Ma mentre in Germania, Svizzera, Regno Unito e Giappone (tra i 43 Paesi) non più del 10% degli intervistati si attende un aumento dei posti di lavoro, in Italia gli “ottimisti” che vedono un incremento di posti sono tra il 31% ed il 40 per cento. Seguono – nella categoria degli “ottimisti” – Portogallo, Guatemala, Perù e Panama, e subito dopo Stati Uniti, Sud Africa, Messico e Nuova Zelanda che prevedono una crescita compresa tra l’11 e il 20 per cento. Chiude la classifica l’India, che prevede un calo dei posti di lavoro intorno al –20/-30%.
A beneficiare dell’ampliamento fei posti di lavoro le figure in ambito It, Risorse Umane e Customer Facing, con incrementi attesi di nuovi occupati, rispettivamente, del 26%, 20% e 15 per cento.

«La crescita dei populismi e la polarizzazione della forza lavoro – ha detto Jonas Prising, ceo di ManpowerGroup – continuano ad essere realtà in crescita, La sfida che abbiamo davanti è di agire immediatamente per accrescere e reindirizzare in termini di maggiore qualità e innovazione le competenze della nostra forza lavoro e il gap tra chi ha le competenze e chi è rimasto indietro. In questo modo, si ricrea partecipazione al lavoro, al reddito e al benessere. Così si creano opportunità diffuse per uscire da disoccupazione, frustrazione e polulismo».

Per Stefano Scabbio, presidente Area Mediterranea ed Europa Orientale ManpowerGroup, «La rivoluzione delle competenze ci mette di fronte ad una scelta obbligata, quella di affrontare un cambiamento culturale».

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