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Ricercatori italiani studiano l’Oceano Antartico per capire i cambiamenti climatici

di Davide Madeddu

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2' di lettura

Lo studio dei fondali dell’Oceano Antartico per conoscere gli effetti dei cambiamenti climatici. Un lavoro importante, sul piano scientifico, portato avanti nelle profondità del mare di Ross che vede partecipare un’equipe dell’università di Cagliari, nello specifico il gruppo di ricerca del dipartimento di scienze dell’ambiente, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università di Genova, l’Istituto di Scienze Marine del Cnr e l’Istituto Nazionale Italiano per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra).

La missione avviene nello stesso luogo dove, vent’anni fa venne condotta la ventesima spedizione italiana. A guidare il gruppo di ricercatori sardi, che studia la quantità e la composizione biochimica della materia organica depositata sul fondo dell’oceano il professor Antonio Pusceddu del dipartimento di scienze della Vita e dell’Ambiente. «Si tratta del progetto Bedrose (BEnthic biodiversity and ecosystem functioning of the Deep ROss Sea in a changing Southern Ocean), condotto nell’ambito del Progetto nazionale di ricerche in Antartide (Pnra) e che studia l’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi antartici profondi – fanno sapere dall’Università di Cagliari –. Il generale riscaldamento degli oceani infatti, modificando le correnti marine, può determinare importanti cambiamenti nella quantità e nel valore nutrizionale della “pioggia” di particelle organiche che rifornisce i fondali». Non solo: «Le profondità dell’Oceano Antartico, che copre il 30% della superficie dell’oceano globale, sono teatro di meccanismi fisico-chimici che regolano il clima globale. Pertanto, lo studio di questa porzione remota degli oceani assume particolare rilevanza». L’unità di ricerca dell’università di Cagliari cura l’analisi della quantità e composizione biochimiche della materia organica depositata al fondo, alla ricerca di segnali di cambiamento associati al riscaldamento globale. La campagna oceanografica a bordo della Nave Italica è in corso in queste settimane: posizione ed attività di ricerca sono consultabili on line all’indirizzo http://sysnav.bologna.enea.it/MAH/Map_all.action.

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