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Richard Mille accelera con la Formula 1

<span class="bold-nellocchiello"/>La clientela del marchio - che dal 2018 collabora con Swiss Alfa Romeo Racing Team - cresce nel segmento dei giovani

di Paco Guarnaccia


3' di lettura

Richard Mille è uno dei brand del mondo delle lancette che negli ultimi anni ha ottenuto le performance migliori grazie al lancio di modelli sempre più all’avanguardia per utilizzo di materiali futuristici e l’introduzione di nuovi meccanismi. Risponde perfettamente a queste caratteristiche l’ultimo RM 62-01 Tourbillon allarme a vibrazione ACJ realizzato in partnership con Airbus Corporate Jets.

«Il nostro obiettivo è continuare a creare nuovi e innovativi movimenti che utilizzino soluzioni meccaniche complete - spiega Tim Malachard, direttore marketing della maison -. Il sistema con allarme a vibrazione di questo orologio ne è un esempio perfetto. Per realizzarlo ci sono voluti cinque anni di lavoro con uno dei nostri orologiai impegnati a tempo pieno. Il risultato è che questo è il primo orologio dell’industria orologiera con allarme silenzioso insieme a un sofisticatissimo tourbillon».

Altra prerogativa che rientra nella tradizione del brand è quella di creare orologi avvalendosi della collaborazione di personalità del mondo dello sport che poi li indossano durante le loro competizioni. In questo settore l’ultimo modello in ordine di tempo è stato l’RM 50-04 Cronografo Sdoppiante con Tourbillon Kimi Raikkonen. «Tutti i nostri partner sono animati come noi da una forte motivazione nel raggiungere il meglio nei loro rispettivi campi - continua Malachard -. Dal 2018 siamo partner di Swiss Alfa Romeo Racing Team di Formula 1. Quando Kimi Raikkonen è entrato nel team quest’anno, la scelta di creare un orologio con lui è stata facile. Si tratta del campione del mondo 2007 con un palmares di 21 vittorie in carriera che ha lasciato il suo marchio nella Formula 1».

Con questi due ultimi lanci si chiude idealmente il 2019 che dal punto di vista del business per il marchio è stato positivo. «Come negli anni precedenti - dice il manager - siamo molto soddisfatti della nostra crescita. La domanda continua ad aumentare, aspetto che non può che renderci felici e orgogliosi. Nell’ultimo anno il volume di pezzi è stato di 4.600, quando avremmo potuto venderne molti di più. Questa carenza di prodotti non è una nostra mancanza, ma fa parte della nostra strategia di avere solo produzioni limitate. Del resto la complessità e le esigenze qualitative dei nostri modelli precludono soluzioni semplici per aumentarne la produzione. Credo che entro la fine dell’anno arriveremo ad assemblare circa 4.900 pezzi».

Orologi che nel mondo vengono distribuiti principalmente ed equamente in quattro mercati. «Il 30% va alla zona Emea (Europe, Middle East e Africa ndr), il 30% nelle Americhe, il 30% in Asia e il 10% in Giappone. Percentuali che poi rispecchiano esattamente le vendite in quelle zone e sono condizionate dalla nostra produzione: in certe nostre boutique le vetrine sono semplicemente vuote. Il negozio di Milano si sta comportando molto bene, nonostante le sue dimensioni ridotte».

Proprio le boutique di proprietà avranno l’esclusiva per il sell out del brand nel prossimo futuro. «A oggi stiamo eliminando gradualmente i punti vendita multimarca per arrivare a fine anno a concentrarci solo sulle nostre vetrine, che attualmente nel mondo sono 43. Per farlo vogliamo garantire un livello di servizi elevato per la clientela in linea con quella dei nostri orologi. Una clientela che cresce nel segmento dei giovanissimi. Siamo di gran lunga il marchio di orologi che preferiscono e questo non può che entusiasmarci perché promette un futuro brillante. All’inizio della nostra attività l’età media del cliente tipo era di circa 50 anni» chiude Malachard.

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