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Richemont apre ai fondi attivisti, per Ynap nuovi soci in arrivo

Il gruppo svizzero del lusso ha annunciato trattative avanzate con Farfetch per la cessione di una quota della società fondata da Federico Marchetti

di Monica D'Ascenzo

(REUTERS)

3' di lettura

La separazione di Ynap dal gruppo Richemont creerebbe valore sostanziale per gli azionisti del gruppo svizzero. Ne sono convinti da tempo gli analisti, ma soprattutto i fondi e soprattutto gli attivisti, Third Point in primis. I vertici del gruppo del lusso, che conta nel suo portafoglio brand come Cartier e Van Cleef & Arpels, devono essersene fatta una ragione e a tre anni dall’acquisizione del 100% di Yoox Net-A-Porter, annunciano trattative in corso con Farfetch, che potrebbero portare gli svizzeri a non essere più l’azionista di maggioranza della società. La Borsa ha premiato la scelta con un balzo di Richemont del 10%, anche grazie a risultati del trimestre migliori delle attese.

La spinta dei fondi attivisti

Una svolta simile era nell’aria. D’altra parte l’ingresso del fondo azionista Third Point di Dan Loeb nell’azionariato di Richemont non poteva che preannunciare pressioni sul management per aumentare la profittabilità del gruppo attraverso la dismissione di attività poco redditizie. La stessa strategia era stata adottata dal fondo americano dopo l’ingresso in Nestlé: in quel caso era addirittura stato diffuso un documento di 34 pagine, che riassumeva le criticità del gruppo.

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Lo stesso Johann Rupert, presidente di Richemont, aveva dichiarato in occasione dell’assemblea annuale a settembre che «dopo anni di assorbimento di investimenti pesanti, ora stiamo finalmente vedendo altri desiderosi di condividere le piattaforme in evoluzione», riferendosi ai brand di Ynap. Ma ha tenuto a precisare ora: «Questa non è affatto una risposta alla pressione degli attivisti, abbiamo iniziato questo progetto molto tempo fa. Forse alcuni di loro stavano ascoltando e leggendo accuratamente, quindi hanno investito e fatto soldi».

Third Point, a cui si era unito anche l’azionista storico Artisan Partners, ha sfondato una porta aperta, ma c’è chi scommette che non si fermerà al problema Ynap. Il magnate nato in Sud Africa controlla infatti il gruppo con una quota del 9,1% del capitale (di azioni di categoria B), con un diritto di voto pari al 50%, a cui si somma un pacchetto di azioni di categoria A. Il fondo di Dan Loeb potrebbe avere proprio questo nodo come prossimo obiettivo nell’ottica di rendere la società più contendibile.

La sorte di Ynap

Tornando al gruppo di e-commerce di moda e lusso, nato in Italia da un’idea di Federico Marchetti (che ha lasciato da qualche mese la presidenza), sono state annunciate ieri trattative in fase avanzata con Farfetch, società attiva nelle vendite online di lusso con sede a Londra, che sarebbe pronta a rilevare una quota di minoranza. Si tratterebbe solo della prima mossa in una strategia che ha come obiettivo quello di fare di Ynap una piattaforma e-commerce indipendente. Tanto è vero che, secondo quanto dichiarato ieri dal management di Richemont, ci sarebbero altri investitori interessati a entrare nel capitale, anche fra i grandi marchi del lusso.

Il gruppo svizzero, peraltro, riconosce l’importanza delle vendite online per gli sviluppi futuri, tanto che ha dichiarato di puntare a espandere il business dell’e-commerce, che contribuisce oggi per il 18% dei ricavi totali. Sul futuro assetto dell’azionariato di Ynap è intervenuto anche il direttore finanziario di Richemont, Burkhart Grund, sottolineando che fra i prossimi azionisti nessuno deterrà più del 50% dei diritti di voto. Inoltre gli accordi prevedono che Ynap usi la tecnologia di Farfetch e che Richemont venda i propri marchi anche sulla piattaforma del rivale.

Richemont stand alone

Ieri Rupert ha colto l’occasione per fugare altre voci che da mesi si rincorrevano sul gruppo svizzero del lusso. Ha voluto sottolineare che Richemont non è in vendita e non è interessata a una fusione, con buona pace degli analisti che negli ultimi mesi avevano scritto che sarebbe stato un buon partner in un matrimonio con Kering.

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