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Richemont soffre alla Borsa di Zurigo, Covid-19 affossa i conti

I titoli del gruppo svizzero del lusso sono colpiti dalle vendite, pagando la debolezza dei risultati sulle vendite trimestrali

di Giuliana Licini

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(REUTERS)

I titoli del gruppo svizzero del lusso sono colpiti dalle vendite, pagando la debolezza dei risultati sulle vendite trimestrali


1' di lettura

Netta flessione del gigante del lusso Richemont alla Borsa di Zurigo, dopo i dati sulle vendite trimestrali, affossate dalla pandemia di coronavirus. Nel primo trimestre (al 30 giugno 2020) dell’esercizio 2020-2021, le vendite di Richemont, che è proprietario dei marchi Cartier, Piaget, Jaeger-LeCoultre e Iws, sono quasi dimezzate (-47%), scendendo sotto la soglia dei 2 miliardi a 1,99 miliardi. La flessione, legata alla chiusura temporanea dei punti vendita e all’assenza di turisti, è maggiore rispetto alle attese degli analisti. La caduta è stata particolarmente forte in Giappone (-64%), ma è stata netta anche in Europa (-59%) e nelle Americhe (-61%). L’Asia Pacifico è andata un po’ meglio (-29%), grazie all’aumento delle vendite del 49% in Cina, sulla spinta dell’online.

Il gruppo precisa per altro che al 30 giugno quasi tutti i centri di distribuzione e la maggior parte delle boutiques del gruppo hanno riaperto i battenti, ad eccezione che nell’area Americhe e in generale negli aeroporti. Noto per la sua cautela, il gruppo non ha fornito indicazioni sul resto dell'esercizio.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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