welfare

Richiesta assegni nucleo familiare anche tramite commercialisti e consulenti

di N.T.

(luckybusiness - Fotolia)

2' di lettura

La domanda di assegno per il nucleo familiare potrà essere inviata anche tramite i commercialisti e i consulenti del lavoro oltre che i patronati o direttamente dai lavoratori accedendo al sito internet dell’Inps.

Da aprile la nuova procedura per gli Anf prevede che il diretto interessato presenti domanda all'istituto di previdenza e non più al datore di lavoro. In un primo momento la circolare 45/2019 dell’Inps ha previsto l’inoltro della richiesta o tramite sito internet oppure tramite «patronati e intermediari dell'Istituto».

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Successivamente, con il messaggio 1430/2019 è stato precisato che, come soggetti terzi, sono abilitati solo i patronati «non essendovi altri intermediari autorizzati».

Venerdì scorso il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro ha comunicato che, a seguito di un incontro del tavolo tecnico con il ministero del Lavoro, è stata previsto l'invio delle domande anche da parte dei consulenti, tramite delega.

Ieri il Consiglio nazionale dottori commercialisti ed esperti contabili ha reso noto che l'invio dei documenti per la richiesta di assegno per il nucleo familiare potrà essere effettuata anche dagli iscritti agli Albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili, secondo quanto contenuto nella comunicazione del 24 maggio anticipata dall’Inps al Consiglio stesso. Secondo quanto riferito dal Cndcec, «l’Inps ha rivisto la propria posizione, in riferimento ai soggetti abilitati alla trasmissione delle domande di Anf, affermando che, seppure l’ordinamento attribuisce ai Patronati l’assistenza e la tutela dei lavoratori in materia assistenziale e previdenziale, nella specifica materia degli assegni familiari le prestazioni vengono corrisposte a cura del datore di lavoro e che il decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 1955, numero 797, all’articolo 38 ha inteso coinvolgere direttamente i datori di lavoro specie riguardo alla raccolta delle domande, anche in ottica di semplificazione degli adempimenti dei lavoratori. Alla luce di tali considerazioni, l’Inps ritiene quindi possibile, in attesa di un’eventuale integrazione normativa, ipotizzare, oltre alla modalità di presentazione della domanda in questione, la ricezione e successiva trasmissione all’Istituto delle domande dei lavoratori dipendenti da parte dei datori di lavoro o dei propri intermediari abilitati, tra cui anche i commercialisti».

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