quattro arresti

Riciclaggio: arrestato il presidente del Catanzaro calcio

di Roberto Galullo

(LaPresse)

4' di lettura

Ai domiciliari Giuseppe Cosentino, amministratore della Gicos import export srl di Cinquefrondi (Rc) e, soprattutto, presidente del Catanzaro calcio che ieri ha confermato la presenza in Lega Pro. I militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Palmi, che dispone una misura restrittiva personale complessivamente nei confronti di otto persone. Agli arresti domiciliari, tra gli altri anche la figlia Ambra Cosentino e il promotore finanziario milanese Stefano Noschese. L'accusa, a vario titolo, è di associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione di reati di natura fiscale, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita di ingenti somme di denaro in danno della Gicos import export srl.

Tutto partito da una verifiva fiscale
Il provvedimento scaturisce dall'avvio – nel giugno del 2011 – di una verifica fiscale da parte dei militari del Nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria nei confronti della “Gicos”, nel cui ambito erano emerse numerose irregolarità in relazione alla presenza di anomale transazioni finanziarie verso l'estero nonché ad un ingente utilizzo di denaro contante. Le attività investigative, attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, acquisizione di documentazione bancaria e fiscale, escussione di persone informate sui fatti, attività di perquisizione e sequestro e rogatorie internazionali, hanno evidenziato l'esistenza di una presunta associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione dei reati di appropriazione indebita, di emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, di dichiarazione infedele, nonché di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Una presunta associazione diretta dal patron del Catanzaro calcio, dalla figlia e da alcui dipendenti della società.

Emesse anche false fatture
È stata inoltre accertata, a vario titolo, la commissione di ulteriori delitti di riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte – tra gli altri – della stessa moglie del Cosentino, di due cittadini elvetici, amministratori di società fiduciarie svizzere e di alcuni rappresentanti legali di imprese commerciali che hanno emesso fatture false. Nel dettaglio, Cosentino, nella qualità di rappresentante legale della “Gicos” si sarebbe avvalso di sistemi collaudati per realizzare reati di natura fiscale (utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti e altro) ed appropriarsi indebitamente a danno della compagine societaria e dei creditori della Gicos, di 8.873.664,56 accumulate nel corso degli anni. Ben 19 i versamenti e i depositi di denaro contante su conti correnti svizzeri, derivanti da vendite in nero e da utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. In particolare è emerso che Gicos, negli anni d'imposta 2006, 2007 e 2008 si è avvalsa di fatture false per quasi due milioni.

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La maggior parte delle fatture emesse da una società Usa
La maggior parte delle fatture sono state emesse da una società con sede negli Stati Uniti che ha effettivamente ricevuto i pagamenti dovuti. Gli accertamenti hanno tuttavia dimostrato che pochi giorni dopo l'avvenuto accredito delle somme, le stesse venivano restituite (trattenendo una percentuale intorno al 5%) con bonifico su una serie di conti correnti in Svizzera intestati a società con sede in paradisi fiscali (Isole Vergini Britanniche, Panama, ecc.) di fatto riconducibili a Cosentino. Successivamente all'accredito delle somme a favore dei soggetti, le stesse sono state trasferite su ulteriori conti correnti svizzeri intestati a società estere riferibili sempre a Cosentino o trasferiti su conti correnti cifrati comunque riconducibili ai medesimi. I proventi derivanti dalle vendite in nero sono stati fatti transitare sui conti correnti aperti da alcuni dipendenti della Gicos per essere prelevati in contanti (prevalentemente con banconote da 500 euro), successivamente versati sui conti correnti personali di Giuseppe Cosentino e dei suoi familiari o depositati in cassette di sicurezza intestate a Cosentino e alla figlia Ambra e trasferiti in Svizzera su conti riconducibili all'imprenditore. In particolare, è stato accertato che Gicos ometteva di fatturare una quota parte dei propri ricavi e faceva confluire i relativi pagamenti sui conti correnti intestati ai propri dipendenti. Questi ultimi, successivamente, emettevano assegni a favore di ulteriori dipendenti, che, infine, li incassavano in contanti.

Versamenti in contanti per oltre 4 milioni
A seguito di una rogatoria con la Svizzera è emerso che lì sono stati effettuati, nel periodo 2006/2011, versamenti di contanti per 4.059.580,00. Di questi, un milione è stato versato in contanti il 5 ottobre 2011 su un conto corrente cifrato denominato “cioccolato” riconducibile ad Ambra Cosentino. Gli accertamenti hanno fatto emergere che le somme sono state successivamente trasferite, il 26 gennaio 2012 su un conto corrente, sempre in Svizzera di una ulteriore società estera, quindi convertite in franchi svizzeri e trasferite su un ulteriore rapporto bancario il 3 gennaio 2013 e infine trasferite su un c/c localizzato alle Bahamas.
Le somme, dopo essere state detenute in Svizzera, sono state fatte rientrare in larga parte (per complessivi 5,6 milioni) in Italia su conti correnti intestati ad una società fiduciaria, tramite lo scudo fiscale.

Cosentino con lo scudo fiscale ha rimpatriato 2,3 milioni
Giuseppe Cosentino risulta aver rimpatriato – nell'ambito del cosiddetto “scudo ter” - 2.320.504,92 proveniente da un rapporto finanziario acceso presso un istituto di credito di Hong Kong. Le somme oggetto del rimpatrio sono poi state utilizzate per investimenti finanziari (acquisto e vendita di titoli); nonché a garanzia di un'apertura di credito per tre milioni a valere su un conto corrente intestato a Cosentino, a sua volta utilizzato per acquisti da varie imprese a mezzo bonifici, nonché per erogazioni alla Gicos e al “Catanzaro Calcio 2011 Srl”, classificate come “anticipo socio”.

Contestata anche la frode sportiva
A Cosentino, quale presidente della società “Catanzaro Calcio 2011 Srl”, è stato contestato il reato di frode sportiva in relazione ad una partita di calcio della Lega Pro prima divisione girone “B” del campionato , disputata nella stagione 2012/2013.

r.galullo@ilsole24ore.com

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