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Riciclaggio di denaro sporco, 23 Paesi nella lista Ue dei sospettati

di Beda Romano


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2' di lettura

DAL NOSTRO INVIATO
STRASBURGO – Dopo aver pubblicato negli anni scorsi una lista dei Paesi che non collaborano a livello internazionale nella lotta contro l’evasione fiscale, la Commissione europea ha presentato oggi qui a Strasburgo una nuova lista, questa volta dei Paesi sospettati di avere un ruolo nel riciclaggio del denaro sporco. La lista, che è stato oggetto di non poche pressioni dentro e fuori dall’Unione europea, è uno strumento chiave di due direttive europee contro il finanziamento del terrorismo.

«Il denaro sporco è il sangue della criminalità organizzata e del terrorismo», ha spiegato in una conferenza stampa la commissaria alla giustizia Vera Jourová. «Dobbiamo proteggere il nostro sistema finanziario. Invito i Paesi inseriti nella lista a correggere la loro situazione». Le giurisdizioni prese di mira sono 23. Tra queste l'Iran, l'Arabia Saudita, la Corea del Nord, il Pakistan, le Bahamas, le Isole Vergini, la Nigeria, e alcuni Paesi particolarmente vicini all’Italia, come la Libia e la Tunisia.

È noto che l’Arabia Saudita ha tentato di non essere inserita nella lista nera, con l'appoggio di Germania, Francia e Regno Unito, secondo fonti di stampa. Consiglio e Parlamento hanno un mese di tempo per dare il loro accordo all'atto delegato che sarà associato a due testi legislativi dedicati alla lotta contro il riciclaggio, entrati in vigore rispettivamente nel 2015 e nel 2018. Le banche europee dovranno effettuare controlli ogni qualvolta un pagamento riguarda uno dei 23 Paesi.

Da Washington, il Tesoro americano ha subito criticato la decisione della Commissione europea di inserire il regime saudita, definendo la lista «imperfetta». L'amministrazione Trump ha anche precisato di «non prevedere che venga presa in considerazione dalle istituzioni finanziarie americane». «L'Europa è pronta a fare affari, ma non è così ingenua dal non proteggere il proprio sistema finanziario», ha commentato la signora Jourová qui a Strasburgo.

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