Imminente la richiesta di processo

Riciclaggio, interrogato Gianfranco Fini. La difesa: «Estraneo alle accuse»

di Ivan Cimmarusti

(ANSA)

2' di lettura

Gianfranco Fini interrogato dai magistrati della Procura di Roma. L’ex leader di Alleanza nazionale si è difeso nel procedimento in cui è indagato di riciclaggio di di denaro dell’ex re delle slot machine, Francesco Corallo. Il procedimento è lo stesso in cui è stato arrestato Gianfranco Tulliani, cognato di Fini, preso a Dubai con l’ipotesi di aver veicolato all’estero denaro proveniente da presunte operazioni illecite dello stesso Corallo.

Fini: «Io estraneo ai fatti»
L’interrogatorio è l’ultimo atto del procedimento, per il quale la Procura distrettuale antimafia di Roma ha già notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari, provvedimento solitamente propedeutico alla successiva richiesta di rinvio a giudizio. Fini, difeso dagli avvocati Francesco Caroleo Grimaldi e Michele Sarno, ha detto di essere «estraneo ai fatti contestati», illustrando al procuratore aggiunto Michele Prestipino e al sostituto Barbara Sargenti (attualmente alla Direzione nazionale antimafia) la sua linea difensiva.

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Il presunto accordo per per aiutare Corallo
Gli accertamenti hanno subito uno sprint dopo che la Procura ha ottenuto l’arresto di Corallo, accusato in concorso con l’ex deputato Pdl Amedeo Laboccetta - di aver «riciclato» denaro anche attraverso conti correnti offshore riconducibili a Fini, alla moglie Elisabetta Tulliani e al fratello e al padre di lei, Giancarlo e Sergio. L’inchiesta, infatti, ha consentito di accertare come Fini abbia sostanzialmente stretto un presunto «accordo» per aiutare Corallo a diventare il numero uno in Italia nella gestione di slot e video lottery. In cambio avrebbe ottenuto, tra il 2008 e il 2015, circa 4 milioni 200mila euro erogati attraverso le società del gruppo Corallo. Denaro che in parte proverrebbe dal Preu, il prelievo erariale unico legato alla tassazione sulle vincite delle slot machine.

Il monopolio nella gestione di slot e video lottery
Stando agli inquirenti, Fini avrebbe facilitato la scalata di Corallo, anche attraverso l’emanazione del decreto 78 del 2009, che avrebbe consentito all’imprenditore di diventare monopolista nel settore delle scommesse. Ci sono due versamenti dalla società di Corallo su conti correnti dei Tulliani a entrare direttamente in connessione con il decreto legge n. 78 del 2009 pubblicato il primo luglio di quell'anno. Il sette luglio successivo «vengono versati a Giancarlo Tulliani 200mila euro», mentre il 24 novembre 2009 sul conto di Sergio Tulliani arrivano 2 milioni 400mila euro. Ed è proprio quest'ultimo versamento ad attirare l'attenzione, perché nella «causale del trasferimento a Sergio Tulliani» si fa «riferimento al decreto 78/2009».

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