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Riciclo: crolla la domanda, i materiali si accumulano

Audizione del Conai al Senato. Servono norme più chiare e bisogna promuovere la domanda di prodotti rigenerati con appalti verdi ed ecofiscalità. Le mascherine usate

di Jacopo Giliberto

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(AdobeStock)

Audizione del Conai al Senato. Servono norme più chiare e bisogna promuovere la domanda di prodotti rigenerati con appalti verdi ed ecofiscalità. Le mascherine usate


3' di lettura

Servono più impianti per selezionare, trattare e rigenerare i rifiuti. Servono regole chiare e semplici. E soprattutto bisogna aumentare la domanda di beni ottenuti dai rifiuti: i consumatori e le amministrazioni pubbliche sono attentissimi all'ambiente ma non amano usare prodotti ottenuti con il riciclo. Per usare le parole di Giorgio Quagliuolo, presidente del consorzio nazionale imballaggi Conai, va promossa la «domanda privata» di beni da riciclo con strumenti come per esempio «l'ecofiscalità». È stato questo uno dei temi delle audizioni condotte dalla commissione Ambiente del Senato per il cosiddetto Pacchetto Economia Circolare. Un'audizione di uguale contenuto è prevista per mercoledì 27 con la commissione Ambiente della Camera.

Le stesse indicazioni sono venute dalle audizioni della commissione Ecomafie che ha ascoltato le imprese di riciclo aderenti alla Fise: hanno rilevato un aumento delle quantità dei materiali da riciclare e un crollo della domanda di prodotti riciclati.

La conseguenza è un accumulo di materiali rigenerati che non trovano destinazione, prezzi in difficoltà, in sofferenza le aziende del riciclo.

È debole la domanda di beni riciclati
Ricorda Quagliuolo che sono strategiche le cosiddette materie prime seconde, cioè le materie prime ottenute dalla rigenerazione, e «aumentando le raccolte differenziate in tutta Europa avremo un'abbondanza di offerta di fronte a una domanda debole».

In sostanza, noi cittadini con il raccogliere e separare gli imballaggi secondo i materiali che li costituiscono (carta, vetro, alluminio, acciaio, plastica, legno) diamo al mercato una quantità ingente di materiali ma di cui a valle non c'è monta domanda.

Quale la soluzione? Quagliuolo ha detto ai senatori che servono normative semplici e chiare sull'end of waste (cioè sul momento in cui una materia prima di risulta non è un rifiuto), sulle commesse e sui capitolati di appalto delle amministrazioni pubbliche, sulla promozione domanda privata di beni da riciclo anche attraverso incentivi ed ecofiscalità.

Altri contributi: compostatori e Arera
Quagliuolo ha ricordato che i servizi di raccolta differenziata e riciclo degli imballaggi devono essere gestiti in modo uguale, paritario e uniforme in tutta Italia, mentre ora sono disgregati in normative differenti che creano disparità di trattamento e riserve speciali di mercato.
Il Conai, dice il presidente, potrebbe diventare il coordinatore e il punto di riferimento di tutte le attività indipendenti di raccolta e riciclo.

Il Senato ha ascoltato anche Massimo Centemero, direttore del Consorzio italiano composta tori, e Stefano Besseghini, presidente dell'autorità Arera

dell'energia e delle reti ambientali. Centemero ha ricordato che 45 milioni di italiani già raccolgono a parte i rifiuti organici e umidi dai quali si estrae compost e ha chiesto di anticipare di due anni al 2021 l'obbligo europeo di adottare la raccolta differenziata di questi rifiuti. Inoltre ha ricordato che sfalci e potature del verde urbano e dei giardini sono rifiuti e tali devono restare.
Besseghini ha ricordato le regole e i meccanismi di formazione delle tariffe rifiuti.

I riciclatori ascoltati dalla commissione Ecomafie
Nel contempo la commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Commissione Ecomafie) ha ascoltato in audizione il professor Carlo Foresta dell'Università di Padova, componente del Consiglio Superiore di Sanità, e i presidenti delle associazioni Fise Assoambiente Chicco Testa e Fise Unicircular Andrea Fluttero.

L'effetto Covid sul servizio rifiuti
Testa ha riferito che il servizio di raccolta di rifiuti urbani durante l'emergenza Covid-19 non si è mai fermato, pur fra difficoltà di approvvigionamento di mascherine e guanti a tutela dei lavoratori, e di un'accentuata percezione del rischio, che nelle prime fasi ha portato a livelli di assenza dal lavoro più elevati. Per quanto riguarda possibili iniziative di raccolta differenziata di guanti e mascherine usati quotidianamente dai cittadini, Testa ne ha evidenziato alcune difficoltà. Sul tema della diffusione del contagio attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, Testa si è detto convinto che questa non costituisca un rischio.

Tanta offerta poca domanda: impianti pieni
Fluttero ha riferito che nelle settimane dell'emergenza le filiere di recupero di materia, quali quelle relative a rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), pneumatici fuori uso, indumenti usati, veicoli a fine vita, hanno fronteggiato l'assenza di domanda di materiali da avviare a riciclo.
Gli impianti hanno dovuto da un lato accogliere i rifiuti in ingresso provenienti dalla raccolta, ma non hanno di contro trovato sbocchi in uscita. Una situazione che, secondo quanto affermato da Fluttero, ha fatto sorgere richieste di deroga agli stoccaggi, in alcuni casi accolte dalle amministrazioni regionali.

Il crollo della domanda di riciclato
Secondo quanto riferito da Fluttero, nei mesi scorsi nell'ambito dei materiali da avviare al riciclo sono diminuite del 60% le vendite di plastica da Raee e fine vita delle auto, del 30% quelle di pneumatici fuori uso e di polverino da essi derivante, del 60-80% quelle di macerie da costruzione e demolizione.

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