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Riciclo, Milano rompe il fronte «end of waste» e autorizza il biometano

di Jacopo Giliberto


(loraks - stock.adobe.com)

4' di lettura

La Provincia di Milano rompe il fronte del mutismo sulle norme end-of-waste per il riciclo dei rifiuti. E lo fa su un tema specifico, cioè sul biometano. E lo fa in modo forte: la Città metropolitana (così si chiama ora la Provincia) scrive in chiaro al ministero dell’Ambiente che — ora basta — dopo un anno di silenzio e di risposte vaghe sarà lei, la Provincia, ad autorizzare gli impianti di produzione di metano dagli scarti.
Il tema è caldissimo. È un tema che sta tenendo bloccate decine di progetti di riciclo e che sta aiutando la parte più opaca del settore dei rifiuti: non trovano

destinazione e finiscono in capannoni abbandonati, invece di essere rigenerati, prodotti come la plastica e la carta raccolti da aziende e cittadini, come i calcinacci riutilizzabili, come i prodotti organici da far fermentare per produrre gas oppure concime di qualità e mille altri prodotti.
La regola è semplice. Se un prodotto è un prodotto, se è quotato alla Borsa merci o sui listini prezzi, se è oggetto di scambi e compravendite, allora non è un rifiuto. Punto e basta. Ma quello che sembra la logica più ovvia non vale per le procure e le istituzioni, che vedono rifiuti ovunque e sanzionano e vietano.

Volete l’ultima assurdità? Presto detto, la Regione siciliana: a Gela l’Eni ricava carburante dai rifiuti ma la Regione no, non vuole autorizzare quell’impianto perché mancano le regole end-of-waste.

Clicca qui per leggere la lettera della Città metropolitana di Milano su biometano ed end of waste

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Una sentenza bloccatutto
Un anno fa (era il febbraio 2018) il Consiglio di Stato rispose con una sentenza a un contenzioso sulla Regione del Veneto per un innovativo impianto di ricupero e riciclo dei pannolini usati realizzato a Spresiano (Treviso) dalla Fater insieme con Procter&Gamble e con la premiata società di servizi ambientali Contarina.

Code di visitatori da tutto il mondo per studiare come questi italiani fossero riusciti nell’impresa di riciclare una disgrazia per qualsiasi sistema di ricupero, cioè i pannolini. Ma c’era un problema. L’autorizzazione era stata rilasciata dalla Regione fra mille dubbi: può una Regione dare l’autorizzazione a questo tipo di impianto?
La genialità italiana del fare era stata sconfitta dalla stupidità italiana del disfare attraverso i ricorsi, le norme puntigliose, le autorizzazioni, le regole sulle regole, i permessi, le sentenze, gli uffici legali.
Per esempio, il ministero dell’Ambiente ha più volte tentato di rimettere le mani sul mercato cercando di creare una norma end-of-waste che avrebbe messo regole e regolette per fermare e controllare un’evidenza: i prodotti sono prodotti.

La sfida di Milano
Nei giorni scorsi il direttore ambiente della Città metropolitana di Milano, Emilio De Vita, ha mandato ai ministeri dell’Ambiente (Mariano Grillo) e dello Sviluppo economico (Elda Fiorillo) una lettera.

L’istituzione ricorda che nessuno ha il coraggio di autorizzare alcun impianto e informa i due ministeri che si prende la responsabilità di autorizzare gli impianti di biometano.
Il motivo dell’autorizzazione è semplice. In un mondo normale sarebbe un motivo addirittura ovvio. Il metano è già regolato da decenni di norme dettagliatissime, e quello estratto dalla fermentazione dei rifiuti non è diverso dal metano estratto dalla fermentazione avvenuta nelle profondità dei giacimenti.
Il metano è un prodotto, non un rifiuto, e quindi la Città metropolitana ne autorizza gli impianti.

Un passo della lettera
Ecco il passo finale della lettera ai ministeri. La sigla EoW significa end-of-waste.
«In conclusione, si informa che gli uffici, per quanto riguarda le autorizzazioni relative alla produzione di biometano, attualmente sospese, salvo diverso avviso da parte di codesti Ministeri che si richiede di comunicare tempestivamente, intendono sbloccarle e nel contempo istruire le nuove istanze degli operatori, sia per attuare gli obiettivi dell'economia circolare e della gerarchia dei rifiuti sia per evitare il rischio di contenziosi e istanze risarcitorie che potrebbero rivelarsi fondate.
«Tutti gli altri procedimenti relativi a istanze per processi di recupero diversi dal biometano restano sospesi in attesa del pronunciamento dei Ministeri come su esplicitato, con conseguente rischio per l'interesse alla tutela dell'affidamento degli operatori economici e, ancor più grave, per l’interesse ambientale in quanto tale stallo determina un freno all’implementazione del recupero del rifiuto e dei processi di EOW, in contrasto con la gerarchia dei rifiuti delineata dalla Direttiva 2008/98/CE».

Dovrebbero fare lo stesso innumerevoli altri enti, Regioni, e Province. Compresa la Sicilia per dare il via libera al carburante dell’Eni ricavato a Gela dai rifiuti.


Aggiornamento di venerdì 12 aprile, Vannia Gava
Venerdì 12 aprile la notizia è ripresa dalla sottosegretaria leghista all’Ambiente Vannia Gava, che così ha commentato: «Non si può fermare il vento con le mani: quella del biometano è una rivoluzione epocale, destinata a disegnare nuovi scenari energetici e di sostenibilità, che non può essere fermata da vincoli burocratici. La decisione della Città Metropolitana di Milano va nella direzione della modernità e dell’ambiente intelligente. Il nostro paese è pieno di eccellenze, la classe dirigente ha il dovere di accompagnare lo sviluppo e non di rallentarlo imponendo vincoli. La legge sull’end of waste è ormai non più rinviabile, e la prossima settimana presenteremo ufficialmente le nostre proposte in questo campo. Vogliamo essere quelli del ’fare bene’ e non quelli dei divieti».

Riproduzione riservata ©
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    Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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