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Riconversioni urbane, Arexpo sigla alleanza strategica con Invimit

Accordo valido per 5 anni che consente alla proprietaria degli ex terreni Expo di diventare stazione appaltante su progetti di riqualificazione del patrimonio che Invimit possiede in Lombardia

di Sara Monaci

2' di lettura

Due società pubbliche si alleano per la valorizzazione e la riqualificazione del patrimonio immobiliare. Invimit, Sgr controllata del Ministero dell’Economia e delle finanze, e Arexpo, proprietaria degli ex terreni dell’Expo di Milano dove sta sorgendo il nuovo quartiere tecnologico “Mind”, hanno sottoscritto un accordo valido per 5 anni che consente ad Arexpo di diventare stazione appaltante e promotore di progetti di riqualificazione per il patrimonio che Invimit possiede in tutta la Lombardia. Stiamo parlando di 400 milioni di euro di asset in tutta la regione, su un totale di 17 miliardi in Italia. Il 50% è rappresentato da uffici pubblici, il 30% da edifici residenziali e il resto da aree di sviluppo.

Accordo non scontato

Entrambe le società sono partecipate dal Mef: Invimit al 100%, Arexpo al 39%. Tuttavia l’accordo non era scontato, spiegano l’ad di Invimit Giovanna Della Posta e l’ad di Arexpo Igor De Biasio, nel senso che non c’è un automatismo per cui due partecipate di uno stesso ente collaborino. «A noi servono realtà con un’esperienza consolidata, in grado di farci crescere sia in termini di volumi sia di qualità dei nostri interventi, potendo, insieme, fare molto di più e meglio – dice l’ad Della Posta – Abbiamo un patrimonio immobiliare pubblico enorme in Italia, la cui valorizzazione può sostenere il rilancio del paese e la sua crescita. Basti pensare al contributo che potrebbe dare per abbattere il debito pubblico una migliore gestione e una sua più accurata valorizzazione».

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Le cifre in ballo

Le cifre in effetti parlano chiaro: gli enti locali in Italia, escluse le società partecipate, possiedono 297 miliardi di beni, senza contare i terreni. Solo in Lombardia ci sono 47,5 miliardi di valore immobiliare. Nel complesso, edifici per un valore di 231 miliardi sono utilizzati dalla Pubblica amministrazione, gli altri sono in mano a privati o sono vuoti. Invimit partirà intanto con le sue proprietà in Lombardia, con i primi progetti al via tra poche settimane. Nell’elenco del patrimonio milanese spicca per esempio Piazza d’Armi, dove dovranno essere sviluppati 30 ettari; la caserma di via Moscova; immobili della zona di Corso Italia. «Ormai stiamo diventando un player che non si occupa solo di Mind, ma una delle realtà italiane più importanti nella valorizzazione del territorio – dice l’ad di Arexpo Igor De Biasio – Inoltre è un fatto importante che due società pubbliche si alleino per diventare maggiormente efficienti nel campo della rigenerazione urbana».

Modello esportabile

Il modello di alleanza dovrebbe poi essere “esportato” anche in altre regioni. Invimit sta cercando infatti di trovare altre società simili in tutta Italia, usando questo accordo con Arexpo come pilota. In prospettiva ci sono anche altre forme di collaborazione allo studio, come per esempio quella con il Comune di Napoli, che possiede qualche miliardo di patrimonio immobiliare. Invimit potrebbe aiutare nella gestione e nella valorizzazione, nell’ottica di aiutare un Comune talmente in difficoltà da aver bisogno di un “decreto salva Napoli”.

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