RETAIL

Ricorso al Tar dei centri commerciali contro le serrate dei weekend

Presentati due ricorsi ai Tar di Lombardia e Piemonte contro la decisione di chiudere i centri commerciali nei fine settimana. Il Cncc chiede anche un tavolo di confronto al Governo

di Laura Cavestri

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(Ansa)

Presentati due ricorsi ai Tar di Lombardia e Piemonte contro la decisione di chiudere i centri commerciali nei fine settimana. Il Cncc chiede anche un tavolo di confronto al Governo


2' di lettura

Il Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (Cncc) ha presentato due ricorsi ai Tar delle Regioni Lombardia e Piemonte contro la loro decisione di chiudere i centri commerciali nei fine settimana. I ricorsi promossi dall’Associazione sono stati sottoscritti da operatori che rappresentano 120 strutture associate presenti in Lombardia e Piemonte, che contano un totale di 5.263 attività e 98.407 occupati, di cui 73.793 diretti.

«Alla luce dell'impegno e della massima collaborazione che l’intero settore ha dimostrato dall’inizio della pandemia, oltre ai recenti appelli, purtroppo inascoltati di aprire un Tavolo di confronto – ha spiegato il Cncc – in rappresentanza dell’intera filiera dei centri commerciali (proprietari, gestori, negozianti, fornitori di beni e servizi), abbiamo valutato necessaria u’'azione legale per chiedere l’annullamento dei provvedimenti, allo scopo di tutelare i lavoratori e gli operatori del settore, gravemente colpiti dalle due ordinanze regionali che prevedono la chiusura dei centri commerciali nel weekend».

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Per il Cncc si tratta di «provvedimenti illegittimi ed emanati senza un preventivo confronto con il settore, che in questi mesi ha invece anche elaborato, volontariamente con l’ausilio di esperti, protocolli specifici ancora più stringenti per la sicurezza di pubblico e personale facendo sì che non si verificasse - su tutto il territorio nazionale - alcun focolaio all'interno dei centri commerciali».

Il settore del commercio continua a scontare i gravissimi danni derivanti dalle chiusure obbligate dei mesi scorsi, incrementando la disparità di trattamento rispetto sia al commercio “online”, già favorito dai vantaggi derivanti da diverse condizioni fiscali, che ad altri settori, come dimostra l'esclusione stessa dei centri commerciali dai fondi emanati dal decreto legge “Ristori”».

La Lombardia – aveva chiarito pochi giorni fa Roberto Zoia il neoeletto presidente del Cncc – rappresenta almeno il 20% dei circa 140 miliardi di euro di fatturato che l’intero settore dei centri commerciali, incluso l’indotto, realizza annualmente nel territorio nazionale con 783mila posti di lavoro. Entro l’anno, stimiamo – se non ci saranno ulteriori restrizioni – un calo di fatturato medio di almeno il 30 per cento».

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