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Ricostruzione post bellica Un fondo pan-europeo

1' di lettura

Gli investimenti e lo sviluppo finanziario sono la chiave di volta per avvicinare i mercati pan-europei ed euro-mediterranei, e saranno decisivi per supportare la Ue nel processo di integrazione di Ucraina, Moldova e Georgia. In questo contesto, sarebbe opportuno prevedere un fondo pan-europeo per la ricostruzione e la ripresa post-Covid chiamato a colmare il gap di finanziamenti rispetto alle enormi esigenze di investimenti in infrastrutture e transizione verde e digitale. Di questo si è discusso nella sesta edizione del Trieste Investment Forum, organizzato online dalla Federazione Banche Assicurazioni e Finanza (FeBAF) e da MIB Trieste School of Management, in partnership con OSCE ed EBRD, e col sostegno di SRM, Generali Investments e AFME. Quarantacinque gli speaker intervenuti, che si sono alternati dal palco virtuale in cinque sessioni di lavoro e di confronto tra policy maker, autorità di regolamentazione, mondo accademico, imprese e gruppi finanziari che operano nei Paesi dell’Europa Sud-Orientale e nel Mediterraneo. «Le economie europea, dei Balcani e del Mediterraneo sono già molto integrate, e l’Italia è tra i paesi leader nell’interscambio commerciale», ha detto il presidente di FeBAF, Innocenzo Cipolletta, che ha aggiunto: «L’industria italiana potrà contare sul sostegno di banche, assicurazioni e fondi nella ricostruzione post-bellica in Ucraina e nello sviluppo sostenibile di un’ampia regione pan-europea».

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