Emergenza Covid

Ricoveri giù dopo tre mesi di crescita, nessuna altra regione in arancione lunedì

Marche e provincia autonoma di Trento a rischio arancione. Basilicata, Molise e Umbria continuano a essere le uniche tre regioni in zona bianca

di Andrea Gagliardi

Coronavirus, Rt nazionale scende a 0,97: Marche a 1.44, Abruzzo a 0.34

3' di lettura

Diminuisce (per la prima volta dopo tre mesi di costante aumento) il numero dei posti letto occupati per Covid negli ospedali. Questa settimana l’occupazione delle terapie intensive a livello nazionale ha raggiunto infatti il 16,7% (contro il valore del 17,3% della scorsa settimana). E quella dei reparti ordinari è stata invece del 30,4% (rispetto al 31,6% della settimana precedente). Il quadro emerge nella scheda sugli indicatori decisionali che accompagna il monitoraggio settimanale sul Covid Iss-ministero della Salute. Basilicata, Molise e Umbria continuano a essere le uniche tre regioni in zona bianca.

Nessuna altra regione in zona arancione

Non sorprende perciò il fatto che questa settimana la cabina di regia non decreterà altri passaggi in zona arancione. Nessuna altra regione infatti ha oltrepassato le soglie critiche (oltre 30% di pazienti Covid ricoverati nei reparti ordinari sia quella del 20% in terapia intensiva). Anzi la Sicilia ha da cinque giorni numeri da zona gialla (le terapie intensive sono scese sotto il 20%). Ma servono due settimane consecutive per uscire dalla zona arancione.

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Sicilia con numeri da gialla ma per ora non cambia colore

Restano cinque dunque le regioni in arancione. Si tratta di Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Valle d'Aosta e Sicilia. Quest’ultima in realtà registra da sei giorni valori da zona gialla (ultimo dato è 38,1% di pazienti Covid nei reparti ordinari e 17,9% nelle terapie intensive) ma ne servono 14 di seguito per uscire dalla fascia arancione.

Verso il ricalcolo dei ricoveri

L'arancione, del resto, è destinato a essere un colore a diffusione limitata se, come chiesto dalle Regioni, a decidere il cambio cromatico sarà il conteggio solo dei ricoverati malati di Covid e non (come avviene ora) anche dei pazienti in ospedale per cause diverse dal Coronavirus che risultino positivi ai test per il virus SasrCoV2, ma sono asintomatici. Secondo gli ultimi numeri di Fiaso - la federazione che riunisce i manager di Asl e ospedali - questi pazienti “positivi per caso” sarebbero infatti il 33% nei reparti ordinari e il 10% nelle terapie intensive. Il ministero della Salute ha aperto al ricalcolo. E si attende a stretto giro una misura ad hoc del governo

Intensive al top nelle Marche, reparti al 50,3% in Valle d’Aosta

Il maggiore tasso di occupazione dei posti letto per Covid nelle terapie intensive si registra questa settimana nella Provincia autonoma di Trento (al 27,8%), nelle Marche (al 27,3%) e in Friuli Venezia Giulia (al 23,4%). I maggiori tassi di occupazione nei reparti ospedalieri ordinari invece in Valle d’Aosta (al 50,3%), in Liguria (al 39,3%), in Sicilia (al 38,1%) ed in Calabria (al 38%).

Marche e Trentino a rischio arancione

La regione che più delle altre rischia un passaggio in arancione sono le Marche, a un soffio dalla soglia nei reparti ordinari (29,7%) e ben oltre la soglia in terapia intensiva (27,3%). Seguita a ruota dalla provincia autonoma di Trento (rispettivamente 29,2% e 27,8%)

Calabria, Liguria, Lazio e Toscana sotto osservazione

Sotto osservazione restano la Calabria (38% in area non critica e 18,5% in rianimazione), la Liguria (39,6% in area non critica e 17,7% in terapia intensiva), il Lazio (32,6% nei reparti ordinari e 17,1% in terapia intensiva) e la Toscana (27% in area non critica e 20,9% in rianimazione).

Cosa cambia in zona arancione

Va segnalato peraltro, che al di là della pressione ospedaliera maggiore (oltre il 30% di pazienti Covid ricoverati nei reparti ordinari e oltre il 20% nelle terapie intensive), nella zona arancione l'ambito di applicazione del super green pass è ormai praticamente lo stesso di quello previsto in zona bianca e gialla. Come emerge anche dalla tabella aggiornata sul sito di palazzo Chigi. Identica anche la capienza sui mezzi pubblici che resta all'80% (come precisato dal ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini) e non scende al 50%. In arancione vige solo una mini-stretta maggiore, perché il super green pass è obbligatorio anche per i centri commerciali nei festivi e pre-festivi. Mentre gli spostamenti in auto verso altri comuni o fuori Regione sono possibili senza certificato verde solo per lavoro, necessità e salute.

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