previsioni

Rics inizia a intravedere il rallentamento del ciclo

Per il momento i bassi tassi di interesse mantengono interessante l’immobiliare per la liquidità in circolazione

di Paola Dezza


Il mattone italiano piace ancora agli stranieri

2' di lettura

Andamento piatto, con asset class che meglio di altre riescono a recepire la richiesta degli investitori.
Il Commercial Property Monitor Q3 2019 di Rics per l’Italia suggerisce la solida crescita del comparto uffici, evidenziata da un incremento pari al 42% degli intervistati che riportano un aumento della domanda da parte dei chi li affitta nel corso del terzo trimestre.

In alcuni casi, le preoccupazioni circa l’indebolimento dell’attività economica sono aumentate. Tuttavia, l’impatto è stato parzialmente compensato dai tagli ai tassi di interesse in un certo numero di economie e dal ritorno ad alcune forme di Quantitative Easing.
Si inizia a parlare di indebolimento del ciclo, senza scossoni pesanti. Nonostante una visione più pessimistica sulla posizione del mercato immobiliare all’interno del ciclo, la sensazione è che la discesa, se avverrà, sarà un atterraggio morbido piuttosto che uno sviluppo più doloroso

A creare pressioni su alcuni mercati è la disponibilità che aumenta in maniera modesta in tutti i settori di mercato. Mentre la liquidità in circolazione resta alta e sempre più accanita a caccia di investimenti redditizi.
Per il prossimo anno, le proiezioni di crescita dei canoni sono state aggiornate al rialzo per il settore “prime office” (uffici di alto livello), per il quale gli intervistati ora prevedono un aumento del 5% (4,5% in precedenza). In ogni caso, le prospettive per i canoni secondary office sono ora piatte, mentre per quelli secondary industrial e retail si prevede una riduzione nei prossimi dodici mesi.
L’Investment sentiment Index suggerisce un andamento generale quasi stagnante. In ogni caso, le richieste di investimenti nel comparto uffici sono aumentate al ritmo trimestrale maggiore dal 2017. Anche la domanda da parte di acquirenti stranieri ha registrato una crescita solida nel medesimo comparto, mentre per le proprietà industriali e retail c’è stata una crescita modesta.

«La parola d’ordine che percorre trasversalmente i mercati mondiali in ogni settore è “cambiamento” ed è la stessa utilizzata anche in quello immobiliare - ha commentato Massimiliano Pulice, Presidente di Rics in Italia -. Difronte a un contesto sostanzialmente flat del commercial property italiano, i professionisti del settore dovranno, dunque, accogliere un’importante sfida con nuove soluzioni e un nuovo approccio alla consulenza e alla gestione del cliente».



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