ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL'eredità della crisi di governo

Rider, Ilva e precari della scuola: i decreti a rischio stop

Governo al lavoro per raccogliere le intese definitive sui decreti esaminati martedì scorso dal Consiglio dei ministri

di Marco Mobili e Giorgio Pogliotti


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3' di lettura

L’accelerazione della crisi politica impressa dalla Lega mette a rischio il nuovo “scudo penale” per il gestore della ex Ilva, così come la nuova disciplina di tutele assicurative per i rider e le misure per superare le crisi aziendali, tra cui quella della Whirlpool di Napoli. Non solo. Sulle quote latte potrebbe saltare la proroga del blocco della riscossione delle multe così come potrebbe non entrare mai in vigore la sanatoria dei 54mila precari della scuola.

Ma lo stop imposto dalla crisi del Governo travolge e, con tutta probabilità, cancella del tutto i disegni di legge della riforma della giustizia, così come il ddl sul servizio civile e la riforma del golden power su cui il Governo legastellato era al lavoro per controllare gli investimenti nel 5G di soggetti extracomunitari, cinesi in primis. Quasi scontato invece il via libera definitivo al Ddl di assestamento di bilancio, misura cruciale per evitare di riaprire la questione della tenuta dei conti con Bruxelles.

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I Dl approvati «salvo intese»
Il Governo sarebbe comunque al lavoro per raccogliere le intese definitive sui decreti esaminati martedì scorso dal Consiglio dei ministri. Misure particolarmente attese come ad esempio quelle sull’ex Ilva, considerando che dal prossimo 6 settembre viene meno l’immunità per i nuovi gestori dell’impianto, Arcelor Mittal, che ha minacciato in assenza di uno “scudo” penale la chiusura dello stabilimento di Taranto.

Lo schema di Dl approvato «salvo intese» introduce tutele legali a scadenza, per consentire ai manager della nuova proprietà l’esecuzione del piano ambientale. Lo stesso schema di Dl contiene anche le risorse per far fronte alle situazioni occupazionali in Sardegna per l’ex Alcoa di Portovesme (alla regione assegna fino a 3,5 milioni di euro) e in Sicilia per la Blutec di Termini Imerese (alla regione vanno fino a 30 milioni).

Sempre l’ex Alcoa di Portovesme beneficia del fondo per ridurre i prezzi dell’energia per le imprese ed evitare crisi occupazionali che viene finanziato con 250 milioni provenienti dai proventi delle aste, inoltre con 20 milioni viene costituito un fondo presso il Mise per la riqualificazione dell’occupazione locale. Allo stabilimento campano della Whirlpool, per salvaguardare i 412 occupati, vanno 10 milioni per il 2019 e 6,9 milioni per il 2020, mentre con 1 milione si proroga la mobilità ai lavoratori dell’area di crisi industriale complessa di Isernia.

Ai rider è riconosciuta la copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali a carico dell’impresa titolare della piattaforma digitale, e si stabilizzano i precari di Anpal servizi con 11 milioni per il 2019 e 1 milione dal 2020. Un secondo Dl approvato «salvo intese», contiene un doppio paracadute per i circa 55mila precari della scuola che potranno usufruire di percorsi di abilitazione presso gli atenei e avere riservati la metà dei 48mila posti messi a concorso entro l’anno.

L’attività parlamentare
L’effetto della spaccatura tra Lega e Cinque Stelle cancella di colpo anche i 243 atti parlamentari fermi tra aule e commissioni di Camera e Senato. Tra questi anche molti cavalli di battaglia delle due forze di Governo. I 5 Stelle devono dire addio con tutta probabilità al salario minimo (si veda il servizio in pagina), all’acqua pubblica così come alla chiusura domenicale dei negozi.

Appesa a un filo e alle decisioni che saranno prese lunedì con la riunione dei capigruppo, c’è poi la riforma delle riforme diventata dopo la Tav il vero totem pentastellato: il taglio dei parlamentari, il cui quarto e ultimo voto attualmente è calendarizzato alla Camera il 9 settembre e che i vertici dei 5Stelle vorrebbero anticipare nei prossimi giorni prima del voto sulla mozione di sfiducia a Conte. Destinati a rimanere solo agli atti della XVIII legislatura invece le altre riforme costituzionali sul referendum propositivo e il voto ai diciottenni al Senato.

Resta solo sulla carta la nuova commissione d’inchiesta sulle crisi del sistema bancario che a settembre avrebbe dovuto nominare il suo presidente. Nulla da fare anche per il corposo pacchetti di semplificazioni e di legge deleghe presentate dal Governo per la sburocratizzazione e la semplificazione degli adempimenti in varie materia tra cui agricoltura, turismo, lavoro e Pa.

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