protesta degli ospiti

Rientra la rivolta dei migranti al Cpa di Venezia, 100 saranno trasferiti

default onloading pic


3' di lettura

È tornata la calma all'interno del centro di prima accoglienza di Conetta, frazione di Cona, in provincia di Venezia, dove ieri è scoppiata la rivolta dei migranti ospiti in seguito alla morte improvvisa di una giovane ivoriana trovata priva di conoscenza dal compagno in un bagno della struttura. Intorno alle 17 i migranti, che hanno denunciato un ritardo nei soccorsi, si sono impadroniti dell'ex base missilistica, interrompendo la fornitura dell'energia elettrica e dando fuoco a dei pancali, dopo aver bloccato all'interno della struttura 25 operatori della cooperativa Ecofficina che gestisce il Cpa, costretti a barricarsi per diverse ore nei container e negli uffici dell'hub.

Un centinaio di migranti (su circa 1300 ospitati, i Cpa ne accolgono oltre 14mila in sette regioni) sarà trasferito tra stasera e domani mattina presto dal centro di Cona in provincia di Venezia a strutture dell'Emilia-Romagna: lo ha confermato il Viminale.

Momenti di tensione nel pomeriggio anche a Verona per una protesta di un gruppo di migranti richiedenti asilo scesi in strada per denunciare le presunte cattive condizioni di accoglienza nell'ostello dove sono ospitati. In particolare, i manifestanti hanno sollevato lamentele sulla qualità del cibo che viene loro servito. Nel corso della protesta da registrare il rovesciamento di alcuni cassonetti e il blocco del traffico. La Polizia, intervenuta sul posto, ha deviato la circolazione, compresa quella dei mezzi pubblici, fino a quando la situazione
è stata riportata alla normalità.

Le trattative di Polizia e Carabinieri
La liberazione degli operatori, tra cui due medici e un'infermiera, è arrivata intorno alle 2 di questa notte, dopo diverse ore di trattative condotte dalle Forze dell'ordine. In base ai primi accertamenti stanno tutti bene anche se hanno trascorso momenti di paura quando dall'esterno degli uffici molti migranti hanno iniziato a colpire le pareti con bastoni e spranghe. Un gruppo di manifestanti ha chiesto stamani un incontro con il prefetto Carlo Boffi.

Le polemiche sui soccorsi in ritardo
La 25enne della Costa d'Avorio si chiamava Sandrine Bakayoko ed era in attesa di una risposta alla domanda di asilo politico. Sale nel frattempo la polemica sui ritardi: la ragazza si sarebbe sentita male, secondo i suoi compagni, verso le 8 di ieri mattina, i soccorsi sarebbero arrivati solo alle 14. Dall'ospedale di Piove di Sacco fonti sanitarie affermano che l'automedica sarebbe partita non appena è giunto l'allarme.

Paglia (SI): Cona bomba ad orologeria nota da mesi
Il deputato di Sinistra Italiana Giovanni Paglia, che a novembre guidò una delegazione del partito nel corso di un sopralluogo al Cpa di Cona, oggi è tornato sulle ragioni della protesta di ieri sera. «Tutto quello che è successo potesva essere evitato», attacca sottolineando le «condizioni di vita insostenibli» e le « difficoltà di garantire assistenza sanitaria», di un centro considerato di transito «dove risiedevano persone da ben oltre 12 mesi». Per il deputato «è evidente a chiunque da mesi che a Cona era innescata una bomba a orologeria. La scelta di concentrare grandi numeri di richiedenti asilo in spazi come le ex caserme si sta diffondendo, anzichè essere rimessa in discussione».

Calabria (FI): fatti di Cona effetto di accoglienza senza limiti
Dall’opposizione attacca la gestione dell’emergenza migranti anche la deputata azzura Annagrazia Calabria. I fatti di Cona, spiega, sono «l'esempio drammatico di dove porta un'accoglienza senza limiti e senza criterio». La politica migratoria italiana, prosegue, «è tutta da rifare. Non si possono aprire le porte a tutti, indistintamente, permettendo a chi non ne ha diritto di rimanere in Italia. Il modello multiculturalista della sinistra è fallito. Bisogna avere il coraggio di ammetterlo e abbandonarlo, perché quello che sta accadendo è l'esatto contrario dell'integrazione».

Le proteste del passato
Le proteste di ieri non sono le prime andate in scena nell'hub di Conetta, anche se sono state le prime con un accento violento. Il 30 agosto scorso una cinquantina di migranti avevano manifestato in strada per protestare contro i lunghi tempi di evasione delle pratiche per le richieste di asilo. In quella occasione tuttavia si era trattato di un sit in pacifico controllato dalle Forze dell'ordine. A fine gennaio 2014 un centinaio di migranti, su un totale in quel momento di 600 contro i 900 di oggi, era invece sceso in strada per protestare contro il livello di assistenza offerto nella struttura.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti