A scuola dopo le festività

Rientro difficile: tra mancanza di Ffp2 , finestre aperte e aule trincea anti Omicron

Iniziative estemporanee per il ritorno: una farmacia nel comasco ha regalato test agli studenti; nell'Aretino la Provincia ha sistemato nelle aule delle superiori 678 sanificatori d'aria

di Redazione Scuola

(ANSA)

2' di lettura

La prima di una serie di giornate difficili. E' la sintesi di presidi, genitori e studenti alla ripresa della scuola dopo le festività ai tempi di Omicron. Le indicazoni di mantenere le finestre aperte, portare le mascherine in classe ed effettuare test preventivi prima del rientro sui banchi si scontrano - spiegano molti dirigenti - «con una realtà spesso ben diversa, dove molti docenti e alunni sono in quarantena o dove i dispositivi di sicurezza non sono sufficienti». «Qui le mascherine Ffp2 non sono ancora arrivate, alcune le avevamo acquistate con i soldi che ci aveva dato il ministero per l'emergenza», spiega Lorenza Patriarca, dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo “Niccolò Tommaseo” di Torino.

Le difficoltà

Migliaia di studenti sardi delle superiori hanno scelto di protestare per chiedere la Dad almeno per due settimane: «Noi vogliamo andare a scuola, ma in sicurezza». Per ovviare al problema delle aule affollate una delle indicazioni è quella di tenere le finestre aperte il più possibile: «Ma dipende molto da prof a prof - racconta una studentessa del liceo Erasmo da Rotterdam di Sesto San Giovanni - e dal freddo che hanno in quel momento. Qui cerchiamo di misurarci la temperatura prima di andare a scuola, alcuni si fanno dei test, e ci disinfettiamo sempre le mani, ma le mascherine che ci danno assomigliano a dei panni per spolverare, sono grandi e cadono continuamente». Iniziative estemporanee hanno facilitato la riapertura in sicurezza: una farmacia nel comasco ha regalato test per gli studenti; nell'Aretino l'amministrazione provinciale ha acquistato e sistemato in tutte le aule delle scuole superiori 678 sanificatori d'aria, in grado di distruggere il 99% dei batteri; in ogni classe del liceo Salvemini di Bari gli studenti hanno redatto report anonimi sullo stato vaccinale, fornendo così indicazioni precise a docenti e dirigenza I genitori si sono organizzati come hanno potuto: test preventivi prima di tornare a scuola e molti hanno messo loro nello zaino dei figli le Ffp2, le mascherine più protettive in tempi di Omicron, la variante più contagiosa.

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La reazione

Generalmente sono contenti delle riaperture, appoggiano la scelta del ministro Bianchi ma sottolineano anche «quello che si potrebbe fare ma non è stato fatto»: «Non bisogna lasciare i bambini a casa ma fare in modo che gli ambienti siano arieggiati. Non è stato speso un soldo per le scuole ma perché punire i bambini?», dice una mamma di Torino. E anche i presidi, seppure in una situazione di stress per le numerose assenze di prof e ragazzi, contagiati o in quarantena, spingono per mantenere le scuole aperte: «Io sono per la riapertura, i ragazzi e i bambini non ce la fanno più a stare a casa - dice Rossana Piera Guglielmi dell'Ic Visconti di Roma - la Dad per questa fascia d'età non funziona, la scuola va fatta in presenza. Senza contare il messaggio che diamo loro: teniamo tutto aperto dai centri commerciali alle palestre e chiudiamo la scuola? E' il messaggio di Pinocchio. Il mio grido ai docenti - conclude la dirigente scolastica - è stato: portateli fuori ma fateli stare assieme».

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