densa colonna di fumo sulla Salaria

Rifiuti, a fuoco impianto Ama a Roma. Raggi chiede aiuto alle Regioni

di Vittorio Nuti


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3' di lettura

Un vasto incendio è divampato nella notte in un capannone adibito a deposito rifiuti nell'impianto di trattamento meccanico-biologico (tmb) destinato alla lavorazione dell’indifferenziato di via Salaria 981 a Roma gestito dall'Ama, l'azienda municipalizzata dei rifiuti. Sul posto stanno operando da diverse ore 12 squadre dei Vigili del fuoco, per un totale di circa 40 uomini, e i Carabinieri che indagano sull’accaduto. Le fiamme, che hanno provocato una densa e alta colonna di fumo sulla zona di via Salaria tra Fidene e Villa Spada, sono divampate in un capannone di circa duemila metri. L'odore di bruciato sprigionato dal maxirogo è stato avvertito anche nel centro città e in diverse zone della Capitale.

Raggi: serve supporto delle altre Regioni. Aperta inchiesta giudiziaria
In attesa di un bilancio esatto dei danni e di una ricostruzione dell’accaduto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, lancia «un appello a tutte le città del Lazio e alle altre Regioni per collaborare in questo momento, soprattutto alla vigilia di Natale, per supportare Ama nel risolvere temporaneamente e nel minor tempo possibile questa situazione». In pratica, le Regioni e gli Enti locali del Lazio dovrebbero per solidarietà con la Capitale “accogliere” temporaneamente i rifiuti che venivano trattati nel Tmb Salario. Intanto la Procura di Roma ha avviato una indagine per accertare le eventualità responsabilità per l’incendio: se ne occuperà il pm Carlo Villani, già titolare di un fascicolo sulla struttura nel quale si ipotizzava il reato di inquinamento ambientale e attività di rifiuti non autorizzata.

Chiuso un asilo per ragioni precauzionali
A scopo precauzionale il presidente del III Municipio di Roma, Giovanni Caudo, ha disposto la chiusura dell’asilo nido situato nei pressi della struttura andata a fuoco. «L'impianto Tmb è completamente compromesso», ha spiegato Caudo: «Che il fumo sia tossico è evidente perché brucia spazzatura, olio e plastica, ma i vigili del fuoco ci hanno tranquillizzato sul fatto che si sta dirigendo verso zone non abitate. Quindi al momento non siamo allarmati per questo. Per precauzione però l'asilo vicino al Tmb è stato chiuso».

Arpa e Campidoglio al lavoro per monitorare qualità dell’aria
Sul posto sono giunti l'assessore ai rifiuti della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, con i tecnici dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa), già al lavoro per monitorare la qualità dell'aria nella zona interessata dall’incendio. Il Campidoglio, da parte sua, ha convocato una cabina di regia sul maxirogo, chiamando a raccolta - tra gli altri - la Protezione Civile e il dipartimento comunale tutela ambientale verificare le cause del rogo e per monitorare la situazione.

GUARDA IL VIDEO: Il tour dei rifiuti: dai compattatori alle spazzatrici, viaggio sulle tracce della immondizia romana

Le polemiche per i cattivi odori provenienti dall’impianto
L'impianto Tmb Salario è da tempo al centro delle polemiche e delle proteste degli abitanti della zone limitrofe di Villa Spada e Fidene, a causa soprattutto dei cattivi odori. Tecnicamente, si legge nella scheda dell'Ama, «l'impianto di selezione e trattamento di via Salaria 981 ha lo scopo di separare la frazione secca, ad elevato potere calorifico, dei rifiuti indifferenziati da quella umida». La prima viene trasformata in Cdr (combustibile derivato dai rifiuti, destinato agli impianti di termovalorizzazione), mentre la parte umida viene invece trattata “per essere trasformata in “frazione organica stabilizzata” (FOS), un materiale organico igienizzato utilizzato prevalentemente nelle attività di copertura delle discariche». Le polemiche sull’efficienza del Tmb sono aumentate nell'ultimo periodo, dopo una relazione dell'Arpa Lazio secondo la quale «vi sono evidenze che l'impianto produce rifiuti che presentano ancora caratteristiche di putrescibilità». Per il presidente del III Municipio, Giovanni Caudo, secondo il il documento dell'Arpa l'impianto sulla Salaria «non produce i rifiuti che dovrebbe produrre, non stabilizza i rifiuti trattati che producono cattivo odore».

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